C’era una volta la “Scuola”

C’era una volta la Scuola … Una frase che, da bambina, mi sarei aspettata di sentir pronunciare dai miei nonni o dai miei genitori, quando iniziavo ad annusare l’aria, appena fuori dal loro nido. Un’aula monocromatica, un insegnante asettico e compagni ibernati accanto ad un calamaio … la loro Scuola. Le emozioni, l’affettività, dovevano estinguersi sul nascere, in nome di un rigore che avrebbe fatto di una bambina una donna, un’austera madre di famiglia e di un bambino un uomo, un muro portante, il pilastro di casa. Il retro di una lavagna e il rumore secco della bacchetta sulle dita, una crescita fatta di pane e terrore, una Scuola orfana d’infanzia. C’era una volta la “Scuola”, la “mia Scuola”… l’aula tinta di arcobaleno, l’insegnante vestita di sorrisi e la gioia, quella che trasforma i bambini in uomini e donne, in persone felici. Irma, rotonda, mora, un cespuglio di capelli ricci e grandi occhi scuri, la mia maestra. Nel suo sguardo trovavi qualsiasi risposta e nel suo abbraccio sapevi di poter sconfiggere qualsiasi paura. Solare, come la sua terra, la Campania, era “mamma” in un ambiente diverso da quello domestico, il porto in cui attraccare per fuggire ogni tempesta. A quella donna meravigliosa devo l’aver fatto mio l’ascolto, la condivisione, il rispetto per qualsiasi altro nel quale incontrare me. Luigi lo psicologo, trentenne energico, dedito alla sperimentazione sociale, la sostituì in terza elementare, quando lei, per aver cura del marito malato, decise di ritornare a Napoli. Non fu facile lasciare che lo spazio che occupava nel mio cuore si stringesse, per far posto ad altro, eppure, il nuovo maestro non tardò a farsi amare da tutti. Il suo aspetto (somigliava in maniera impressionante a Sebastian Cabot, Mr. French di Tre Nipoti e un Maggiordomo) cozzava con l’anima, quella di una creatura delicata e gentile, pronta a qualsiasi sacrificio per amore di piccoli amici, da accompagnare e proteggere. A lui devo la pazienza, la curiosità, la costanza, il non attribuire un’età a persone o cose per viverle pienamente, in un dare e avere, in un offrire che colma. Irma, oggi, dovrebbe essere (e spero lo sia) una quasi centenaria, mentre Luigi è morto alla soglia dei 50 anni. Enza, bellissima donna dai capelli mossi, biondo cenere, e grandi occhi verdi, insegnante di italiano delle medie. Stretta ad una calma angelica, avrebbe potuto interagire anche con l’inanimato, tramutando in coinvolgente  anche la quel che trasuda noia. Sapeva vendere bene la propria conoscenza, trovare le parole per attualizzare il passato e riconsegnarlo desiderabile, al pari di pizza e patatine fritte. Mi ha lasciato addosso l’amore per la poesia, le letture di nicchia e avvicinato a quella che, da allora, resta la mia più grande passione, scrivere! Massimo, 28 anni, il moro architetto che, sulla scia del tabacco da pipa, senza averne coscienza, stendeva un tappeto di sguardi femminili, ammaliate dalla sua compostezza. Nello zaino della mia vita ha gettato l’amore per l’arte, la voglia di non smettere di imparare e finito di smussare tutto quel che mi avevano regalato coloro che l’hanno preceduto. La “mia Scuola” … la Scuola che auguro a ogni bambino, ragazzino e giovane uomo!
– Carla –

Annunci

2 thoughts on “C’era una volta la “Scuola”

  1. Carissima,
    sei stata molto Fortunata: il mio unico insegnante alle Elementari era impegnato a scrivere la storia del suo paesino, alle Medie due su tre avevano i concorsi per cambiare lavoro, ho dovuto imparare da solo………

  2. Sono contento per te. Mi fa piacere sentire che hai avuto degli insegnanti che hanno saputo farti amare.
    Esattamente l’opposto di quanto è accaduto a me… che un’unica insegnante (per poco tempo) amai e che considero l’intero iter scolastico un periodo della mia vita da non dover ripetere.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...