Non siamo soli!

Ieri notte, come faccio spesso, leggevo uno dei tanti articoli “particolari” che rimbalzano nel web. Il tutto, velato di un mistero non indifferente, ruotava attorno ad una neonata, non comune, dai grandi blu e dalle orecchie a punta, ritrovata all’interno di un veicolo precipitato sulla terra. Amy, così fu chiamata, era in compagnia di tre adulti, deceduti, e necessitava di cure e attenzioni, accostabili a chi è nato di recente. Era la fine degli anni ’80 e la piccolina trovò, in una infermiera di una base militare americana, una figura materna in grado di crescerla con tutto l’amore di una madre biologica. Intorno alla metà degli anni ’90 la notizia trapelò e con essa l’immagine della creaturina, dentro l’incubatrice che le aveva salvato la vita. Pare che, a soli 6 anni, fosse in grado di esprimersi, correttamente, in 17 lingue ed avesse un Q.I. pari a 190. Oggi la bimba, adottata dai terrestri, avrebbe o ha 31 anni! Mi domando, visto che è assodato non si tratti di una narrazione fantasiosa, se è stata in grado di adattarsi a noi, di accettare i nostri limiti, di innamorarsi della poesia del nostro animo e se nel mondo che l’ha accolta sente il calore della sua unica casa. Non siamo soli, probabilmente, non lo siamo mai stati! Riflettete sul balzo in avanti fatto negli ultimi decenni … La tecnologia ci ha trasportati nel futuro, la medicina ha traghettato lontano la durata media della vita, regalato sogni a chi non avrebbe mai pensato di viverli.  Un uomo, vissuto tra il 1542 e il 1519, ha strappato pagine del 1900, tentando, senza profitto vero, ti collocarle e svilupparle nel quotidiano. Leonardo da Vinci era un “alieno” perso nel suo tempo e, forse, quella fame di futuro non era altro che l’esternazione del suo presente.
– Carla –

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