I “Non”

Nella sensibilità ed educazione di ciascuno di noi rientrano i “non”, che non sono sparati a caso, si spera, ma rappresentano i germogli di una consapevolezza vera, generati dal seme piantato da chi ci ha cresciuti e scortati in principio. Con il loro “negare”, allontanano ciò che non ci appartiene, quel che non ci rappresenta, erigendo una parete, infrangibile, dietro la quale maturare ed invecchiare, un filtro che scherma senza uccidere la luce. È un pensiero contorto, il mio, me ne rendo conto, anche se, di fatto, vuole esprimere qualcosa di estremamente semplice. Nel corso della vita (stanno per travolgermi i 52), l’ho realizzato pienamente negli ultimi anni, i “miei” hanno subito modifiche, tutto sommato, irrilevanti. Sfumatura più, sfumatura meno, la bambina ha preso per mano il raggiungimento della pienezza, non perdendo mai se stessa, riconoscendosi anche quando lo specchio le presentava una donna.
– “Non” mostrare ciò che non sei! Il make up, come non regge sul viso, non regge sull’anima e sciogliendosi smette di difendere i tratti più veri.
– “Non” chiedere ciò che sei incapace di dare! Le mani vanno e vengono, certamente, ma una volta stringono e l’altra cedono.
– “Non” chiamare, MAI, verità quella che il resto del mondo chiama menzogna! Sarai sopraffatto dal peso della stessa …
– “Non” pretendere che gli occhi di un altro ti vedano migliore! Sappi che attraverseranno i tuoi per venirti a scoprire.
– “Non” ostentare quel che possiedi! È il nulla se non sei disposto a condividerlo o trovi qualcuno pronto a barattarlo in cambio di un sorriso autentico, che non ha valore.
– “Non” credere che l’amore che ti piove addosso sia un diritto! È una conquista, quotidiana, da rispettare e ricambiare.
– “Non” pensare che nessuno sia meno scaltro di te! La scorrettezza perde i pezzi per strada e non conserva memoria, strappandoti di dosso fino all’ultimo straccio.
– “Non” sperare che ciò che non vede lo sguardo umano, quel che l’orecchio non sente, non esista! La porta è una sola e, prima o poi, si passa … Oltre, ciò che hai occultato verrà a bussare e, te lo assicuro, non troverai le parole per poterti giustificare.
– “Non” abbigliarti d’orgoglio, quello inutile che s’accompagna alla solitudine! Indossa le scuse, quando servono e il perdono ad ogni evento in cui si celebra il pentimento.
– “Non” affidare ai “Non …” ogni tua decisione, perché cambiare idea, abbracciare una diversa opinione, non è incoerenza ma utilizzare al meglio la ragione.
– Carla –

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