Realtà distorta

San Bruno, California, una 40enne di origini iraniane, Nasim Aghdam, entra in una sede fisica di YouTube e, prima di togliersi la vita, ferisce, con un’arma da fuoco, 4 persone. La piattaforma ospitava il suo canale, prontamente oscurato dopo l’accaduto, nel quale era conosciuta come Nasime Sabz. La donna aveva deciso di portare a compimento una sorta di vendetta, per la censura di alcuni suoi video e perché, in ragione di nuove disposizioni, vedeva demonetizzare quelli in chiaro. Ok, se si guadagna qualcosa nel proporre intrattenimento, informazione o contenuti che raggruppano affezionati, è sensato sentirsi gratificati, ma arrivare a covare odio per un mancato guadagno non è follia allo stato puro? Uno spazio dove si propone se stessi, dove si condivide un talento, la conoscenza profonda di un qualcosa, non dovrebbe reggersi, principalmente, sulla passione e il sano relax? Nella mia ignoranza, affermo che con il mio pezzentissimo blog non gratto un centesimo e credo che lo stesso valga per tutti voi … Loro parlano, caricano filmati,  noi parole e scatti, dove sta la differenza? Dietro una tastiera o una telecamera si agita, sempre, l’animo di una persona! YouTube, a parer mio, non dovrebbe essere vissuto come un lavoro, ma un “più” capace di alimentare, in primis, la soddisfazione personale.
– Carla –

5 pensieri su “Realtà distorta

  1. Il titolo del tuo post dà già una risposta: realtà distorta. Un social è un mezzo di comunicazione che dà la possibilità di esprimere un talento, un impegno, un interesse…il problema sorge quando viene vissuto come una realtà alternativa.

  2. quando si ripongono tutte le proprie speranze, aspettative e sogni in un’unica cosa e questa viene a mancare … la mente vacilla

  3. Penso, nel mio piccolo, che per alcuni Youtube sia un nuovo credo. Vi ripongono tutto, speranze, emozioni e ragioni di vita. A noi sembra paradossale, ma quante volte la mente umana si attacca su cose assurde che spesso solo il tempo svelerà come tali?!
    🙋‍♀️

  4. Credo anch’io, specialmente quando diventando youtube un lavoro chi ci sta dietro non pensa ad altro che a fare video, anche senza avere niente da dire (discorso a parte forse sono i game players, puri intrattenitori)… dovrebbero essere sullo stesso piano, youtube e blog… ma sui video la gente credo si soffermi di più, sia per moda che per la comodità di ascoltare anche passivamente… è una mia opinione ovviamente 🙂

I commenti sono chiusi.