… la storia si ripete …

Vi è mai capitato di voler condividere qualcosa di voi, che vive tre le pareti di casa, nell’animo, perché d’improvviso ne sentite il bisogno? È quanto avverto da giorni, da quando in tv ho visto un film di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza: IL PARADISO PER DAVVERO. La storia cinematografica, vera, si è aggrappata ai miei pensieri, con una tale forza, che ho deciso di acquistare il libro, da cui è tratta, per accarezzarne tutte le sfumature. Todd Purpo, l’autore, racconta qualcosa di straordinario, sfogliando un dono, intriso di speranza, che suo figlio Colton regala alla famiglia e all’intera umanità. Quanto è accaduto, nel 2003, ad un bambino di 4 anni, residente in una tranquilla città del Nebraska, Imperial, io ho avuto modo di viverlo nella mia famiglia una ventina di anni fa. Aprire le porte del mio mondo, in questo momento di attesa cristiana, nel quale la fede grida “vita”, ho l’impressione abbia un valore ancora più grande, perché annienta la parola “fine”, vestendo di meraviglia ciò che scatena la più tremenda delle paure. La protagonista della mia narrazione (una zia acquisita), da qualche anno, è riuscita ad arrivare nella casa visitata in anticipo, dopo aver gestito un tumore per più di ¼ del suo cammino terreno, attraversando ogni attimo con gioia, quella che spesso non conoscono nemmeno coloro che non trasportano nessun peso. Fu nel corso di una “ricaduta” che, al subentrare di altre problematiche, la vita, a cui si era sempre artigliata con vigore, sembrò volerle dire BASTA! Perse conoscenza, l’attività cardiaca rallentò e per un tempo che solo a lei sembrò brevissimo, tutti si prepararono a lasciarla andare, sperando smettesse di soffrire. Soffriva davvero? No! La pre-morte, che ai parenti, amici e medici, poteva far pensare ad una agonia, per lei era la libertà, l’osservare, dall’alto, un involucro umano che, privo della sua essenza, non sentiva più nulla. In una condizione sconosciuta e di enorme benessere, vide un tragitto dominato dalle ombre, al termine del quale riusciva ad intravedere una luce intensa. La sensazione fu quella della porta aperta, in una bella giornata di sole, in una stanza buia. Con passo spedito, che la sua condizione fisica non le avrebbe concesso, s’avviò per raggiungerla, restando estasiata per quanto si muoveva oltre quella soglia. Riconobbe, in una sorta di passeggiata collettiva, tutte le persone che aveva dovuto salutare nel corso dei decenni, non sorprendendosi affatto per le loro espressioni serene, per quella pace dell’anima, sconfinata e in equilibrio perfetto con la bellezza di una natura bagnata con colori vivissimi. Riconobbe anche sua madre, la bellissima ragazza che l’aveva lasciata da bambina, la sola che si era avvicinata a quella linea sottile che divideva il buio dalla luce. Le parlò, ma lei non rispose, bloccando, con un braccio teso, lo slancio per stringerla. Le regalò un gesto, solo quello, incorniciato in un sorriso, che la invitava a tornare da dove era partita. Zia, come quando era piccina, la assecondò e, imboccata la via dell’oscurità, come nell’accendere un interruttore, fu pervasa da un dolore assurdo, quello che dimorava il suo corpo. Era ancora viva! Allucinazione? Sogno? Come Colton, riuscì a descrivere ciò che era avvenuto nelle stanze accanto alla sua, l’abbigliamento del medico, osservato mentre indossava il camice nello spogliatoio, a riportare le parole esatte che suo marito, disperato, farfugliava nei momenti in cui si allontanava dal suo capezzale. La storia si ripete … Possibile che tutti i protagonisti vivano la stessa esperienza? Non so voi, ma ogni loro parola per me è un petalo di Paradiso che cade sulla terra, con incise tre parole: NON AVER PAURA!

Buona Pasqua, a tutti ….
– Carla –

 

8 pensieri su “… la storia si ripete …

  1. Sono troppe, le persone che raccontano storie così, tutti in grado di raccontare perfettamente ciò che si trova nelle stanze accanto o nei corridoi, non essendo mai state fisicamente… io ci credo.
    Un abbraccio e serena Pasqua! 🕊️

  2. tantissime persone hanno vissuto l’esperienza di premorte e raccontano tutte la stessa cosa indipendentemente dalla religione, dalla razza, dal ceto sociale, dal sesso e dall’eta’ … piu’ chiaro di cosi’ 😊

  3. Bonjour ou Bonsoir mon Ami, Amie
    Une légende dit
    Qu’il existe un paradis
    On y trouve un trésor
    Celui de la vraie amitié
    Ce bien précieux d’amitié est une fleur
    Elle est remplit de bonheur
    Sent-tu ce parfum
    C’est celui de l’amitié qui jamais ne s’éteint
    Donc je me suis dit que cette légende t’était destinée

    Car en toi j’ai trouvé un ami ou une amie vraiment spéciale

    Bonne journée on bonsoir

    gros bisous

    Bernard

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