Lettera di un Cane

Ieri è stata una brutta giornata!
Non sono riuscito ad alzarmi per uscire dalla mia cuccia …
Papà mi ha dovuto sollevare di peso.
Mi sono sforzato di reggermi sulle zampe, ho usato tutte le forze, ma loro non volevano collaborare e mi sono ripiegato su me stesso.
Il mio papà mi ha detto “ Non preoccuparti, ti reggo io!”.
Lui e mamma mi hanno portato, giù per le scale, fin fuori da casa, per strada.
Ho camminato, nella direzione dove ho sempre incontrato gli amici, per fare pipì, sentendo le zampe pesanti, terribilmente pesanti.
Strano, ho pensato, non mi è mai capitato nulla del genere.
Mamma e papà si sono guardati, trattenendo le lacrime, coccolandomi come hanno sempre fatto.
Non voglio vederli tristi, non voglio che piangano!
La sera, spesso, vengono a trovarci amici umani e, ultimamente, non riesco a comprenderne la ragione, sono ancora più affettuosi e spendono parole di tenerezza.
Due mesi fa, i miei genitori umani, mi hanno portato dal primo veterinario ed ho sentito parlare di “cancro”, chissà di cosa si tratta … da quel giorno ne ho visti tanti, tutti vestiti di bianco.
Sono stato lasciato dove lavorano, in due occasioni.
Mi sono sentito solo ed ho avuto paura, anche se loro sono venuti a trovarmi due volte al giorno.
Mi hanno rivoltato come un calzino, facendomi capire che era per il mio bene, che sarei tornato forte come prima, invece, sto sempre peggio.
Oggi è il 13 marzo, ho freddo e sento le forze allontanarsi.
Mamma e papà hanno chiamato l’amico che mi cura da quando sono nato.
Si sono allontanati, tutti e tre, non so cosa sta succedendo, ho capito soltanto che mi amano e non desiderano che soffra e che mi verrà fatta una iniezione, un sedativo … sono contento, ne ho bisogno!
Mamma, la mia adorata mamma, mi sta abbracciando forte, mi bagna di lacrime, mi bacia.
Vorrei dirle di non piangere ma riesco solo a guardarla, sperando mi capisca, lei è brava in questo, bravissima.
Sono stanco …
Sento le sue parole “Addio tesoro mio, ti voglio bene” e la guardo fuggire, disperata, vorrei correrle dietro ma non riesco, mi sento intrappolato in un’armatura.
Papà mi guarda, anche lui ha gli occhi pieni di lacrime ma cerca di essere forte, di farmi coraggio, mentre sento l’iniezione sulla zampa.
Sono stanco e confuso …
Papà mi dice che sarò sempre al suo fianco, che sono il suo miglior amico e che la vita con me è piena di colori straordinari.
Il mio amico mi punge per la seconda volta.
Dopo due mesi, finalmente, inizio a sentirmi leggero, quel “cancro” di cui parlavano mi sta lasciando libero.
Ho posato la testa sul mio papà, l’ho fatto per tutti questi anni … e senza accorgermene ho attraversato le nuvole …
“Mamma, papà, sono quassù!”
Perché non mi sentono?
Eppure abbaio forte!
“Mamma, papà, grazie, grazie di tutto il vostro amore, del tempo vissuto insieme, senza mai un attimo di noia. Papà, sei il miglior padre che la vita mi potesse regalare e tu, mamma, da qualche parte nascondi una coda. Stai vicino a mamma, lei è meno forte di noi, lo sai. Portatemi nel cuore, vispo e felice.
Vi voglio bene, vostro figlio, Gunther”

Ho voluto aggiungere, alle mie pagine, queste parole scritte da mia sorella, perché questo suo dolore possa scolpire in cielo una frase: L’AMORE NON SCEGLIE DOVE SBOCCIARE.
– Carla –

25 pensieri su “Lettera di un Cane

    • Cara Giuliana, Monica, nel leggerti, sentirà la tua vicinanza … Sono stati due mesi di corse e di speranze, Gunther ha lottato come un leone, quando si è arreso parlava con lo sguardo. Uno strazio ….

  1. Sono qui a leggere e piango… quanto tocca questo mio cuore.. ho sempre paura che un giorno anche noi dobbiamo salutare la nostra Tatanka, lei per noi e la nostra figlia .. ti abbraccio cara Carla 🌻 🐕 🐾🐾

    • Mia sorella non è passata ancora di qua, almeno io non ho trovato commenti, credo tema i vostri commenti. Sarà felice di leggere, quando si sentirà, del tuo Gunther. Un abbraccio ❤️

  2. Ringrazio ognuno di voi,soprattutto mio sorella Carla (grazie di esistere)
    Gunther vive nel mio cuore

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