Diritti d’autore? Seeee …!!!!

Ci sono “Fiabe & Fiabe”, lo ripeto da quando ero bambina, e per alcune non ho mai nascosto una certa antipatia. Cenerentola è una di queste! Sarà per la morale dalle diverse sfaccettature, sarà perché non ha una trama particolarmente originale e scorrevole, ma in me scatena la noia … eppure … non solo giunge da lontano ma, nel corso di valangate d’anni, è stata “ladrata”, rimpastata e riproposta più di una volta. Sono io ad avere gusti anomali … deduco questo!!!
La 1° versione arriva dall’Egitto, dal VI secolo a.c. per l’esattezza, periodo della XXVI dinastia faraonica, e la protagonista, RODOPI, è una avvenente schiava di stirpe tracia. Mal tollerata dalle altre schiave, per la pelle chiara e le origini, all’insaputa del padrone, diviene oggetto di terribili soprusi che diventano ancor più pesanti quando, dopo averla vista danzare, le regala un paio di pantofole d’oro rosso. Un giorno, il Faraone Amasis invita l’intera popolazione ad una solenne celebrazione, nella città di Menfi, occasione in cui potranno essere presenti tutti, servi compresi. RODOPI gradirebbe esserci ma le altre donne, divorate dall’invidia, pur di impedirglielo decidono di incaricarla di svolgere un’infinità di faccende domestiche. Intenta a lavare i panni al fiume, viene sorpresa da Horus (che ha assunto sembianze di falco) il quale, adocchiate le pantofole lasciate al sole, le ghermisce con gli artigli e, spiccato il volo, viaggia fino a Menfi, lasciandole cadere nel grembo del Faraone. L’accaduto, interpretato come un messaggio degli Dei, spinge il sovrano, navigando lungo il Nilo, ad intraprendere la ricerca della fanciulla che le calzi alla perfezione, identificando in RODOPI colei che diventerà la sua sposa.
La 2° versione è stata scritta da Giambattista Basile (contenuta nella raccolta “Lo Cunto de li Cunti” del 1634/36), è il sesto passatempo della prima giornata di Cunto ed ha come protagonista una bambina, ZEZOLLA, che dietro suggerimento della maestra, che desidera diventare la sua nuova matrigna, uccide la malvagia seconda moglie di suo padre. Fiduciosa di ritrovare la felicità perduta e l’amore incondizionato di una mamma, la piccola, esegue alla lettera le direttive della donna, ritrovandosi a dover convivere non solo con una nuova strega ma anche con due sorellastre, di cui ignorava l’esistenza. Suo padre, che era un Principe, prima di partire per un improvviso viaggio in Sardegna, chiese alle figliastre, e poi alla figlia, quale dono volessero in ricordo di quell’isola, rammentandosi, però, di accontentare solo le prime due. Giunto alla nave, per un oscuro motivo, non riuscirono a salpare, così, il capitano decise di riprovarci il giorno successivo e di andare a dormire. Il sonno non fu per nulla tranquillo e uno strano sogno, popolato da una Fata, gli fece capire a che erano rimasti a terra a causa della promessa mancata del Principe. Bastò sentire il racconto del marinaio e l’uomo andò nella Grotta delle Fate, dove una donna gli consegnò il regalo mancante: 1 Dattero, 1 Zappa, 1 Secchiello d’oro e una Pezza di seta. Il primo, ZEZOLLA, doveva piantarlo e con il resto averne cura … e così fece. Dal dattero, diventato albero, spuntò una Fata, colei che poteva esaudire il desiderio di lasciar casa di nascosto e non passò molto tempo prima che ciò avvenisse, in occasione di una festa. Sopra un cavallo bianco, vestita come una vera principessa, non vendendo riconosciuta da nessuno, trascorse una serata meravigliosa, felice delle attenzioni del Re che, conquistato da tanta grazia e bellezza, chiese al servitore di seguirla. 4 monete gettate per terra, la prima sera, perle e gioielli, la seconda, il diversivo per una sicura via di fuga! ZEZOLLA, pensava d’essere al sicuro ma non lo era, perché al piede le mancava una scarpetta …
… da qui in poi la storia è nota!!!
La 3° versione è di Charles Perrault (contenuta nella raccolta “I racconti di Mamma Oca” del 1697), la protagonista è CENDRILLON, figlia di un Gentiluomo che, in seconde nozze, sposa la madre di due ragazze. La Trama non è molto diversa da quella che la maggior parte di noi conoscono. Un Re, la Comare (Fata) che aiuta CENDRILLON ad andare al ballo, la Zucca che diventa la Carrozza Dorata, i 6 topolini i cavalli e 1 di 3 toponi giganti il Cocchiere, i rintocchi delle 11 e ¾ , la fuga ed, infine la perdita della PANTOFOLA di vetro. Il lieto fine è sempre lo stesso!!!
La 4° versione, del 1812, è dei Fratelli Grimm, la protagonista si chiama ASCHENPUTTEL e i personaggi si ripropongono, ricalcando gli stessi ruoli.
Il padre di ASCHENPUTTEL, prima di recarsi ad una fiera, domanda alle due figliastre ed a lei, quali regali possano gradire, ricevendo dalle prime una risposta scontata, perle e gemme, e dalla figlia una insolita, ovvero, il primo rametto che avrebbe urtato il suo cappello, lungo la strada del ritorno. Ricevuto un ramo di nocciolo, lo piantò sulla tomba della madre e le lacrime, che lo bagnavano quotidianamente, lo tramutarono in un albero, visitato da un uccellino che si sarebbe rivelato il suo più grande aiuto. Il Re proclama 3 giorni di festa, durante i quali il figlio avrà la possibilità di incontrare la sua futura sposa, eventi che la matrigna ritiene all’altezza solo delle sue figlie. La figliastra la supplicherà più volte, per ottenere il permesso di andarci, assicurandosi solamente di doversi umiliare per superare con successo, ma inutilmente, due prove. Trovare, in 1 ora, in un piatto colmo di cenere, le lenticchie buone (l’aiutano colombe e tortorelle, mangiando quelle cattive) e, successivamente, raccogliere un piatto di cenere e due di lenticchie buone. L’albero del pianto, che accoglie il dolore di ogni sua delusione, nasconde l’uccellino che, finalmente, è in grado di aiutarla, vestendola di oro e argento, pronta per recarsi alla festa … La scarpetta da restituire alla legittima proprietaria è presente anche questa volta, con la sola variante che, ferendosi, la indossa con forza una delle sorellastre. Sarà la vista del sangue a svelare l’inganno e a permettere ad ASCHENPUTTEL di sposare il Principe.
La 5° versione è CINDERELLA della Disney (1950), quella della mia infanzia. Un ricco aristocratico, la figlia ELLA (Cinderella), la sua seconda moglie, Lady TREMAINE, le sue figlie, GENOVEFFA e ANASTASIA, la madrina, FATA SMEMORINA e il Granduca MONOCOLAO, che ha il compito di rintracciare la futura sposa del Principe, i protagonisti. La sola variazione è la scarpetta di cristallo che va in frantumi, per colpa della matrigna, e Ella che ne rivendica il possesso, mostrando quella che porta al piede.

“Copiare”, a quanto pare, è una nobile arte che affonda le radici nel passato!!!
– Carla –

12 pensieri su “Diritti d’autore? Seeee …!!!!

  1. Direi che l’ultima,quella della Disney,é la peggiore di tutte! Non ho mai sopportato certe smelensate disneyane piene di luoghi comuni,buonismo a non finire e tanta ipocrisia

  2. Purtroppo queste cose succedono di continuo in ogni forma d’arte; si chiama “ispirazione”, dicono…

  3. Molto interessante! Non conoscevo tutte queste versioni, a quante pare tutto si ripete e forse non si scopre mai niente di nuovo eheheh! Comunque a me la versione Disney piace sempre, probabilmente perchè legata ad alcuni ricordi: mi vedo ancora piccolina, affascinata dalla favola sul grande schermo del cinema…e poi vogliamo mettere la simpatia dei topini? Ci di dimentica che sono ratti e arrivano dalle fogne😱😂

  4. Questi “plagi” derivano molto probabilmente dalla tradizione orale e dalla diffusione spontanea dei racconti che, viaggiando (piano) per il mondo si arricchivano di nuovi particolari. Il ruolo finale dello scrittore era quello di “registrare”, oppure di “cucire insieme” i vari episodi, come pare abbia fatto il grande rapsodo Omero. Anche Dante non si era inventato tutto, anzi…

  5. in effetti le fiabe più o meno uguali si ritrovano presso ogni popolo della terra. Cambiano i nomi ma la sostanza resta. Nel caso di Cenerentola, se non ricordo male Calvino nelle sue fiabe italiane, che raccoglievano quelle narrate nelle varie regioni italiane, ce ne è una versione più o meno simile, riesce difficile pensare che Basile conoscesse quella egiziana, come Perrault quella di Basile e così di seguito.
    Tu hai preso Cenerentola ma quasi tutte le fiabe si trovano in ogni regione della terra con piccole varianti.

  6. Io amo le favole con una morale, Cenerentola, Biancaneve e La bella addormentata nel bosco non ne hanno una. Bella ricostruzione storica, se ti va passa a visitarmi 🙂

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