La forza delle fragilità

Per uscire di casa, e incamminarsi lungo le strade del quotidiano, sarebbe giusto indossare una maglia, una giacca, un cappotto e non una corazza, uno scudo per difendere l’animo dalle aggressioni esterne. Fa caldo? Ci si sveste! Fa freddo? Ci si copre! Qualcuno ci punta il dito? La sua lingua, tagliente, affetta tutto ciò su cui inciampa? Non resta che innalzare un muro, che ridipinge le pareti dell’io, che riscrive ogni pensiero e guida qualsiasi gesto che varcherà la soglia per immergersi nel caos. Le fragilità non fanno di chi le ospita una mezza persona, non in grado di reggersi sulle proprie gambe, incapace di pianificare il raggiungimento di un obiettivo e di toccare un traguardo. Si può avere paura … E allora? Temere il sopraggiungere di un dolore … Quindi? Trattenere a stento le lacrime … Cosa c’è di così sconvolgente? Sentirsi inadeguati nel srotolare una matassa … Dove sta il problema? “Fragile” è chi sogna, ama e lancia il cuore oltre ogni ostacolo, conscio che potrebbe andare in pezzi perché è di cristallo. “Fragile” è chi, nonostante tutto, prendendo a calci la vigliaccheria, rischia, aggrappandosi alla speranza che l’altro lo accetti e, forse, lo comprenda. “Fragile” è chi nell’armadio tiene appesa la “Sensibilità”, il solo capo che veste comodamente e che vorrebbe vederci addosso.
– Carla –

7 pensieri su “La forza delle fragilità

I commenti sono chiusi.