Parole “abbandonate”

Anche l’italiano invecchia e, come una persona a cui vista o udito sferrano colpi bassi, si perde per strada qualche parola. Se scrivo “stolido” s’accende una lampadina? No??? E se dico “ottuso”? Adesso si, eppure, sono sinonimi!!! L’elenco dei termini che pare siano scivolati nell’oblio comprende:
sagittabondo (colui che scocca sguardi che fanno innamorare) – sgarzigliona (ragazza prosperosa) – gaglioffo (cialtrone) – obnubilare (ottenebrare) – lapalissiano (ovvio) – meditabondo (assorto) – girandolare (bighellonare) – pleonastico (ridondante) – artefatto (non naturale) – trasecolare (restare sbalordito) – bislacco (bizzarro) – smargiasso (spaccone) – apostrofare (rivolgersi in modo poco carino) – ramanzina (paternale) – granciporro (errore colossale, prendere un granchio) – frusto (consumato) – ammaliare (incantare) – forbito (raffinato) – luculliano (pasto sontuoso) – solipsista (individualista assoluto) – buonamano (mancia) – vattelapesca (vallo a sapere) – veruno (nessuno) – sacripante (uomo grasso, gradasso) – prodromo (avvisaglia) – probo (onesto) – preconizzare (predire) – opimo ( grasso) – misoneista (chi odia le novità) – invacchire (diventare pingue) – inanità ( inutilità) – facondia (eloquenza) – eristico (polemico) – disamina (esame esatto) – Alea (azzardo) – Abbacinare (accecare) – sciamannato (sciattone).
Ne conosco 20 su 38 … uhmmm … Posso considerarmi dotta? … Rifletto … Forse le conosco solo perché sono vecchia ed erano parte del mio vocabolario quando si utilizzavano regolarmente!
– Carla –

17 pensieri su “Parole “abbandonate”

  1. Adoro le parole “invecchiate” come il buon vino. L’italiano è una lingua meravigliosa, che grazie alla ricchezza del suo vocabolario, permette di rendere con precisione le sfumature di significato. Le cerco, le adopero.

    • Quando ho scritto questo pezzo mi sono ricordata un aneddoto di quando avevo 7 anni. Mi chiesero cosa volessi per Natale ed io, da bimba anomala, invece della lista giocattoli, dissi che gradivo un mappamondo illuminato e un vocabolario grosso grosso. Me lo comprarono, pesava da morire e per me era il libro magico con cui trascorrere i pomeriggi, dopo i compiti. Sarà per questo motivo che senza occhiali da lettura non vedo una beata?

  2. Ne conosco alcune, forse grazie alle letture o al prof del liceo, alle parole ci teneva molto… del resto anche le lingue crescono, cambiano, rinunciano a termini passati e ne aggiungono di nuovi… forse la cosa triste è che vengono aggiunte anche parole di origine inglese, che poco c’entrano con la nostra lingua 🙂

  3. Carla non sei vecchia, anch’io ne ricorso e ne uso una certa parte 😀 , ma semplicemente sei più colta di molti giovincelli dal vocabolario ridotto e sgrammaticato.
    La scuola non funziona, sembra un ferro da stiro vecchio da rottamare.

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