Il suicidio del Bon Ton

Il Bon Ton si è tolto la vita e deve averlo fatto in solitudine, “istigato” dall’ennesima umiliazione, dopo aver visto incenerita un’altra pagina di buone maniere. La notizia è certa e quel che non disgusta, tutt’altro, dipinge un sorriso sul volto di chi gradisce la creanza, è l’impegno del suo spirito che vaga non trovando pace. Cavolate a parte, in quanta gente assurda s’inciampa, TUTTI I GIORNI? E non parlo di bambini, portati ad imitare le persone trash con cui, purtroppo, condividono gli spazi vitali, ma di adulti, “rozzolitici” paurosi, spesso, immersi in abiti griffati che emanano odore di bucato e di profumo, ornati di preziosi. Non dico che si debba bere esibendo il mignolino paralitico, pulirsi la bocca sfiorandola appena con gli angoli del tovagliolo o storcere il naso per il nulla, per tutto quello che non è “aristocratico”, ma un minimo di civiltà, quella che ci distingue (dall’essere che espleta, senza remore e in qualsiasi condizione, ogni bisogno primario, scarico merce incluso), la pretendo. Sarò io ad attirare il “primate”, il sostenitore accanito dello stadio primordiale? Direi di sì, altrimenti non si spiega come mai possa annoverare una collezione di situazioni da “oddio vomito”! L’ultima, fresca di ferragosto, si è svolta in spiaggia. Una bambina era stata punta da una medusa ed un adulto, per aiutarla (si fa per dire), le espettorava l’anima sulla parte dolorante. Da quando in qua gli sputazzi sono cortisonici? Quanto può essere piacevole diventare il bersaglio di proiettili di saliva? La povera piccina piangeva più per la “medicina” che per la striata rovente … lo avrei fatto pure io, nonostante la “stagionatura”, schifata fino al midollo. Non sono una principessa e il Bon Ton, sicuramente, non lo conosco rigo per rigo (nemmeno vorrei, perché talune regole sfociano nel ridicolo, trainandosi appresso la preistoria) ma la villania e le schifezze, che impastano scarsa igiene e la mancanza di rispetto altrui, annientano la mia tolleranza.
Mi ripugna, in modo assurdo, …
– vedere chi monda le cavità nasali con le dita e, successivamente, fa i pallozzi del “pil”;
– la “scatarrata” in luoghi in cui sono presenti altre persone, transiteranno, s’accomoderanno ecc., i cadeaux, collosi, grandi come monete da due euro;
– chi va di analgas o rutta e m’impone di odorare, spesso forzatamente (luoghi chiusi, senza immediata via di fuga), l’imminente espulsione solida o l’inizio della digestione;
– chi mastica a bocca aperta o parla mentre tritura il cibo, condividendo la prima digestione e lanci di micro assaggini d’impasto. Ehhh che diamine, chiudi la saracinesca, lavora in religioso silenzio e riaprila ad ambiente sgombro;
– chi, a tavola, m’ispeziona il piatto, sottraendo qualcosa con la propria forchetta o, come un vichingo, direttamente con le mani (Non amo la saliva altrui e non ho la certezza che la mano prensile, prima, abbia sgrattocchiato dove non doveva …);
– gli abbracci equatoriali! Per indole, come una cinghialessa, sopporto a stento il contatto fisico, figurarsi una bella strizzata umida di sudore, magari con un retrogusto di cipolle di Tropea abbandonate al sole o ovino in amore;
– il manifestare il dissenso con un tono di voce accostabile ad un megafono. Urlare non equivale ad ottener ragione, tutt’altro, significa non averla affatto;
– utilizzare il linguaggio delle mani, anche quando si scherza e non si è alle prese con uno scontro serio, intriso di rabbia;
– le frasi composte all’80% da parolacce e le bestemmie, queste ultime le percepisco come pugnalate in pieno petto, un autentico pestaggio dell’anima;
L’educazione, il sapersi comportare, non è UN PIU’, è il pilastro su cui poggia il vivere civile … perché la libertà di ciascuno di noi finisce dove inizia lo spazio di un altro.
– Carla –

11 pensieri su “Il suicidio del Bon Ton

  1. Forse anche questa è democrazia?
    In fondo il salto di qualità dovrà venire “dal basso”.
    Il problema sta nella collocazione , ovvero : quanto è basso il basso?.
    Chissà, se oggi si insegnassero certe regole, alcuni le riterrebbero una limitazione al limite del ridicolo.
    Un giorno decideremo se la bellezza ci salverà oppure se una scoreggia oppure un rutto ci sepellira’. Non so se la strada è ancora lunga.
    Un abbraccio ed un sorriso.
    Giancarlo.

  2. Brava Carla! Cominciamo a mettere i puntini sulle “i”, ne abbiamo piene le scatole di personaggi così. Più che bon ton, c’è in atto una retrocessione culturale da paura e cominciare a dichiararlo ufficialmente, è un atto di forza che tutti noi dovremmo iniziare ad imitare. Un bacio, Giusy

  3. il Bon Ton chi era costui? Credo che sia morto da un pezzo e nessuno – dico nessuno – non solo non gli dà degna sepoltura Almeno ci sarebbe una lapide su cui pregare.

  4. Oih boh Carla. … dovresti vivere più serenamente. .. mi vien da pensare… certo scaccolamenti e simili non sono un bel vedere e l’educazione è sempre parte del nostro essere… invece dare sfogo alla cafonaggine è maleducazione.. ma mi ha lasciata perplessa il discorso della saliva e il sapore di cipolla… personalmente non sono una che guarda se il mio uomo dopo averla mangiata si è lavato i denti. .. se mi va la bacio e ci scambiamo saliva gustosa senza problemi ^.^

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