Genitorialità alla pari

Lo è (anche se, va detto, non sempre le parti investono le stesse energie e manifestano uguale coinvolgimento, nonostante le medesime risorse), finché, qualcosa non si incrina e, per l’indebolirsi di un sentimento “completo”, si spezza, dando il via a tutta una serie di colpi bassi che minano soltanto l’animo dei bambini. Eh sì, il senno e il rispetto per la prole vengono ingurgitati da rabbia e desiderio di rivalsa, con una frequenza non trascurabile. L’affidamento condiviso, solo quando gli adulti si comportano come tali, veste il quotidiano di un bambino con un’affettività solida e continuativa, pur costringendolo a vivere, stabilmente, con un solo genitore, diversamente, lo intrappola in un inferno. Piccole vite, usate, loro malgrado, come lame per trafiggere l’altro/a, strumenti per ricatti vergognosi o pedine con le quali conquistare terreno, in barba all’amore da garantire e ad una serenità inviolabile. La bassezza, l’ho potuto verificare personalmente e in più occasioni, non ha sesso, lui o lei, riescono ad essere scorretti ed egoisti in eguale misura, nella più totale ottusità e indifferenza. La frase, scontata, – i bambini stanno bene con la madre – , ve lo garantisco, non la posso sentire, perché sminuisce la figura paterna, talvolta, meritevole di lode. I bambini non appartengono ai genitori, ai quali la vita li ha dati solo in affido, riservando il privilegio di accompagnarli per un tratto significativo, a maggior ragione non si può pensare che li posseggano e secondo una data percentuale. È vero che una donna, per nove mesi, protegge la sua creatura, ma questo non le deve conferire, di diritto, esclusività o criteri di valutazione differenti da quelli che scandagliano l’idoneità genitoriale di un uomo. I figli, ne sono convinta, non di rado, starebbero alla grande collocati presso il padre che, senza sforzo alcuno, non prepara scenari di guerra, ma si mette in una posizione che avvantaggia chi ama. Genitori perfetti non lo si è mai, ma si può aspirare a diventarlo, parlando di e con il cuore e non solo di pancia.

– Carla –

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11 thoughts on “Genitorialità alla pari

  1. Ben detto! Trattare i bambini come arma di ricatto è la cosa più ignobile di questo mondo, e poco importa chi la pratica. Concordo in pieno anche su tutto il resto e potrei parlarne per ore visto che di casi del genere ne conosco pure fin troppi, così come sul fatto che i figli vengano sempre dati in affidamento solo alla madre quando invece in molti casi andrebbero allontanati proprio da lei.

  2. Per me i bambini hanno bisogno madre e padre… l’egoismo dei genitori separati mi fa vomitare, in mezzo chi sono i bambini e si sentono spesso la causa dei problemi dei genitori.. poveretti..
    il matrimonio e una promessa altrimenti non serve sposarsi e fare bambini.. e sono stanca che uno da la colpa l’altro, a volte mi domando perché si sposano se stavano bene quando scopavano soltanto (scusa il termine)

  3. Credo che ogni situazione sia diversa, così come lo siamo noi. A volte con un po’ di tempo la situazione si evolve in modo molto positivo, altre volte si incacrenisce. Spesso coppie felicemente sposate si contendono l’affetto dei figli senza rendersene conto, o semplicemente versano su di loro lo stress accumulato durante la giornata. Certo i figli non devono mai essere merce di scambio o usati,ma il mestiere di genitore resta comunque quello più difficile, sia come mamma, sia come papà

  4. Nelle guerre familiari i bambini vengono spesso manovrati e circonvenuti, abusando della fiducia che nutrono nelle loro figure di riferimento (padre, madri, ma anche nonni e altri parenti). È molto triste e secondo me non succede solo nei casi limite di separazioni o divorzi, ma entra nel quotidiano delle dinamiche familiari. Gli adulti si contendono “possesso” (ma che brutta parola!) fedeltà e affetto di figli e nipoti, se ne attribuiscono doti e virtù, li usano per controllare gli altri componenti del nucleo familiare malato cui appartengono…una trama molto sottile e nascosta… 

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