Trapassate che camminano!

… non trovo definizione più appropriata per tratteggiare quel che rimane di donne che, per grave limitatezza o per combinazioni negative apocalittiche, si sono viste cancellare il volto e/o il corpo come un cancellino su una lavagna di ardesia. Assegnare le colpe è semplice (come lo sarebbe prevenire ed arrestare una simile barbarie) perché sempre, e sottolineo sempre, si è in presenza di un uomo (e chiamarlo così è davvero essere generosi) abituato ad avvalersi di un raziocinio squilibrato, a credere che la mascolinità esiga il controllo totale di una donna, a gemellare amore e possesso. Esistono, è chiaro, soggetti affetti da patologie mentali, talvolta latenti, che andrebbero curati e protetti, impossibilitati a soppesare la gravità di talune azioni, ma il “mostro”, quello che occupa le pagine di cronaca, raramente è pazzo, quanto pensante e profondamente malvagio. Nessuno di noi ha il diritto di sentirsi “pulito”, ognuno di noi non ha fatto abbastanza per educare (anche in maniera cruda) un suo simile al rispetto, alla sana condivisione e a nutrire sentimenti che non impongono ciò che non si desidera. Sbaglia la madre, quando non riprende severamente il bambino, la sorella, l’amica o chiunque ha una funzione educativa, nel sottovalutare parole o gesti taglienti. Cade nello stesso errore colei che impila dati insensati, catalogando la gelosia quale manifestazione d’interesse e attaccamento autentico, trovando attenuanti per quel che giustificazione non ha. Fallisce, insieme a noi, più di tutti noi, una giustizia inadeguata, che non corre fino a sorpassare l’orrore, che dovrebbe spalancare le porte del carcere (e tenerle chiuse per  parecchio), alla prima richiesta d’aiuto, non prendendo nemmeno in considerazione alternative che  il “mostro” vive come inutili palliativi. Amare è accettare, quando l’amore si veste d’affetto, che la metà di noi prenda il volo, farsi carico di un dolore che il tempo lenirà, fino ad ucciderlo, sentendo l’esigenza di nutrire la felicità dell’altro. Lo schiaffo, l’urlo o la limitazione non possono essere i mattoncini per costruire un nido quanto una prigione. Il “difetto” non eliminato a tempo debito, s’accentua, non perdendo gli spigoli vivi, è giusto farsene una ragione, prima di arrivare al punto del non ritorno. La malvagità è un tratto somatico dell’anima, non la si coglie tra le labbra e lo sguardo, ma gioca a nascondino tra carezze e parole, per riconoscerla basta osservare con la testa prima che col cuore. Affrontare uno specchio, non potendo più riconoscersi, teniamolo a mente, è vivere sapendo di dover morire ogni giorno, non disponendo dei mezzi temporali per rimediare.  – L’orco non cambia, a dispetto del tuo amore, che non sa abbracciare, rincorre, fino a raggiungerla, solo la propria ragione –
– Carla –

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10 thoughts on “Trapassate che camminano!

  1. Questi non sono uomini,ma esseri sbagliati,sub umani a cui è stata negata l’anima perché troppo schifosi e immeritevoli di averla. Io ce li scioglierei nell’acido per vedere se gli piace! Non vedo altra punizione adeguata e che serva da esempio

  2. Non dobbiamo stancarci di educare i bambini al rispetto e a considerare gli altri semplicemente persone, senza pregiudizi sul sesso, sul colore della pelle, sulle preferenze sessuali, sulle caratteristiche fisiche e così via. Detto questo, anche l’ambiente esterno alla famiglia e le compagnie frequentate vanno monitorati attentamente. Poi c’è l’indole… non so quanto innata o connaturata alla persona sia la malvagità, ma almeno facciamo il possibile per creare persone migliori.

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