Ma anche no!

Regali chiaramente riciclati? Ma anche no! Un semplice bigliettino, scritto con l’animo, anche se sullo “sgrammaticato andante”, sarà più gradito, almeno nel mio caso. I “presenti”che non ci sono piaciuti non vanno tirati sulla gobba d’altri, a meno cheeeeeeeeee, sinceramente, non si evidenzi la provenienza e vengano ceduti (in un giorno qualsiasi dell’anno) a soggetti con i quali si ha un rapporto stretto e che abitualmente li utilizzano. La vera tristezza, per esperienza personale, è lo scarso interesse nel valutare l’abbinamento dono-ricevente o, ancor peggio, non prestare attenzione all’integrità del “pensiero” stesso, finendo per illuminare a giorno un gesto fatto per dovere e null’altro. I tornei di riciclaggio, non nascondiamolo, si svolgono per lo più nel periodo natalizio ed ecco che il panettone artigianale, partito con largo anticipo prima della vigilia, torna a casa come Lassie (ed è proprio lui, lo riconosci perché acquistato in una pasticceria particolare e non esattamente dietro l’angolo) o piove una sassaiola di robina lontana dalla persona che sei. Un indumento rosa cipria o Barbie, oggettivamente carino su un’altra, con me realizza un look Joli-coeur (la scimmietta di Remì) bomboniera. Un profumo (anche dei più costosi) con la mia allergia equivale ad una piattata di pasta per un celiaco e, ancora, un intimo-francobollo, accostato all’esigenza di chiappa al caldo e alla destinazione del reggiseno a micro fioriera per bonsai, non è da gran figurone. Che dire delle palette glitterate e dai toni verde-azzurro? Sull’incarnato blatta, per giunta stagionata, gridano “orrooooooreeeeeee”! I profumi, lo ammetto, quando arrivano, finiscono tra le mani di mia sorella, che è felice della “cessione” e sa sempre da dove partono, il resto qualche volta invecchia a casa o, miracolosamente, prende una destinazione benefica. Quando, però, il cadeau è una bruttura senza pari o palesemente usato, lo fiondo nel secchione senza sensi di colpa. Diversi anni fa, un’anima tenerissima (si fa per dire) mi rifilò un gioiello da kg, di un trash da primato e grande come una padellina per friggere le uova, un cuore bordato con un cordone amaranto (che pareva il mio mignolo) e tempestato di perle bianche (non perline, ceci), il tutto appeso alla stessa corda di lunghezza ridotta. Mi aveva presa per una parete su cui appendere un quadro! I gusti di una donna di mezza età, che non disegnava lo stare al centro di non pochi sguardi, potevano mai collimare con quelli di una ragazza (ora grinzosa) che detestava e detesta la vetrina? Direi di no! In un’altra occasione, la sera del 24 dicembre, una persona socialmente di spicco, mi diede un parallelepipedo accuratamente incartato e coccardato a dovere … conteneva una bottiglia di un liquore pregiato, trincata a metà. Rozzolino, suvvia, controllala! Dono ciò che finirebbe in un cassetto, è ovvio, ma il tutto preceduto dalla solita frase – Mi è stato regalato … se ti piace o può servirti prendilo! – non riciclo per taccagneria e alla rinfusa. Lo ripeto, una frase, nero su bianco, su un cartoncino, è il regalo migliore che si possa ricevere quando ha come cornice un invisibile ma indelebile – Sei importante e il mio affetto per te non ha confine –
– Carla –

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17 thoughts on “Ma anche no!

    • La bottiglia testata, e non poco, mi fece ridere da morire. Un uomo che se la tirava da paura, pecoreccio da far schifo. È proprio vero, signori si è per una ricchezza interiore visibile a pochi.

  1. Se il regalo orrore è piaciuto a qualcuno, glie lo passo volentieri, quelli non ambiti da nessuno vanno sui mercatini organizzati per beneficenza, qualcuno finisce nella spazzatura. Il resto, ahimè, per mia viltà, lo ammetto, resta a occupare il prezioso spazio di credenze e cassetti.
    Come tu giustamente dic, i una manifestazione di sincero affetto vale ben più di un regalo (un biglietto, una telefonata o, ancor meglio, una visitina in carne e ossa per scambiare due parole non virtuali.) Mi fanno molta tristezza certi regali che ricevo, così lontani dal mio modo di essere e dai miei desideri e anche quelli troppo troppo economici, ma non per avidità, lo giuro, fatti da persone che possono permettersi di spendere un po’ di più (e parliamo di “spiccioli” non di fortune).
    Auguri, buon anno!

  2. Sono molto d’accordo, meglio una cosa piccola, anche un bigliettino, ma pensato e dedicato, che qualunque oggetto acquistato in fretta e per dovere, bello o brutto che sia.

  3. Cerco ancora oggi di capire come mai per il secondo anno consecutivo mi è stato regalato un porta bustine da The….uguale in tutto e per tutto e dalla stessa persona…
    – ti piace?
    Si, l’ho uguale, rispondo
    – Se vuoi te lo cambio ma ..non bastano mai!
    Si, vero….(sopratutto a chi, come me, beve lo stesso tipo di The…)

    É un mistero…

    Comunque io regalo e mi faccio regalare libri.
    Così sono a posto 😊

    Auguri belli per tutto il nuovo anno!
    Ciao
    .marta

  4. La penso esattamente come te, è davvero deprimente ricevere regali chiaramente riciclati o presi a caso tanto per fare il pensiero, se pensiero deve essere preferisco un biglietto o anche niente, un sms, ma non una schifezza che mi occupa anche spazio in casa.
    Inoltre è la chiara dimostrazione del regalo fatto per forza, di peso.
    Preferisco non ricevere niente se devo essere un peso.
    Ho risposto a un tag e ti ho nominato se ti va https://raccontidalpassato.wordpress.com/2017/01/05/20162017-tag/

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