Io e il “mio” viso …

Le parole, quelle sane, che non evaporano o mutano non appena lasciate andare, hanno – per me – un’enorme importanza, anzi, sono vitali, il “tutto” … Si concretizzano nel quotidiano, generano il buono e nel silenzio sanno essere più significative che mai. Nel sentire il monologo che vi propongo, trovato su youtube e, ahimè, non goduto in diretta …  https://youtu.be/FtHLFar_ecs … (tra l’altro esposto da una donna che gradisco a tutto tondo), ho attraversato, ancora una volta, pensieri che il tempo fortifica. Il viso non è solamente il biglietto da visita di ciascuno di noi, è un romanzo che racconta chi siamo, cosa e chi abbiamo incontrato, dove siamo andati e quelli che sono stati i risultati di ogni nostra scelta. Non alterarla, per ghermire quel che diversamente andrebbe perso, non nasconderla quando ci è sgradita o ostentarla quando ci fa sentire padroni del mondo, non è stupidità, è coraggio. Esporre la faccia, sempre, comunque, senza paura di presentare il ritratto della gioia o la smorfia della sofferenza più intensa è vestire la coerenza, offrire uno strumento per imparare, incartare un dono che si ricicla all’infinito, l’Amore. La ruga non è una bruttura perpetrata dagli anni che scivolano, un dispetto della vita, ma una carezza, un graffio, una risata o un urlo di dolore, ciò che fa di ogni viso un quadro d’autore.
– Carla –

 

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