Zaira, la bambina con il cerchio

“Bellezza” e “Camposanto” stridono, collocati nella stessa frase, perché non esiste nulla di più triste dell’affidare chi si ama al silenzio di una città senza vita, dove il sorriso vibra solo in un ricordo o s’accende nel guardare l’immagine di chi sembra osservarci con rassicurazione: “Qui ho lasciato la copertina, il libro che sono lo ritroverai … ovunque!”. Tra le dimore eterne, però, è possibile distinguere vere e proprie opere d’arte che regalano una materiale immortalità e, qualche volta, diventano leggenda. A Iglesias, una cittadina della provincia di Carbonia-Iglesias, all’interno dell’antico cimitero, Zaira Deplano Pinna, la bambina di marmo, col cerchio di bronzo, è un esempio. Nata il 14 marzo 1895, a soli 6 anni, colpita da una malattia inesorabile, la meningite fulminante, giunse al traguardo della vita terrena il 14 luglio 1901. Ernesto e Fanny, suoi genitori, straziati dal dolore, sicuramente, alla ricerca di consolazione, incaricarono il famoso scultore Giuseppe Sartorio (1854-1922), padre del Monumento a Quintino Sella, collocato nella piazza centrale della città, di realizzare una statua a grandezza naturale della loro bimba. Il pavimento a motivi romboidali, bianchi e neri, della casa che l’avrebbe ospitata per sempre, si crede simboleggi lo scontro incessante tra bene e male, la pozione di colonna che giace orizzontale, sulla quale siede Zaira, la vita spezzata e il cerchio uno dei suoi giochi preferiti con quale non smettere di giocare nell’altra vita. L’aria assorta, quasi sognante, della piccina, nel corso dei decenni, ha creato attorno alla sua figura singolari leggende che la vedrebbero abbandonare il sonno eterno, ogni notte, dopo la mezzanotte, e vagare nel lungo viale dove riposano altre piccole creature, alla ricerca di compagnia e la notte che precede il 2 novembre aggirarsi sui tetti del centro storico, dove trascorse la breve infanzia. Vandalizzata nel 2009, l’opera, è stata sottoposta ad un minuzioso restauro ed oggi attende di ritrovar posto là dove è sempre stata. Il 25 giugno prossimo, in nome di una vita che muta e mai s’interrompe, la vivacità di Zaira correrà sulle note e riscoprirà il dono della parola.
locandina zaira    
Un grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di tutto questo e un abbraccio a due amiche “speciali” del coro (C. & S.) per avermi permesso di scoprire una nuova pagina di storia.
– Carla –

 

6 pensieri su “Zaira, la bambina con il cerchio

  1. “Vandalizzata”…ecco che il male irrompe, nonostante questo piccolo angelo già lo aveva subito. Poveri illusi! Nessuno può tarpare le ali ad un angelo. Un abbraccio, Giusy

  2. Una bella – se si può chiamare bella la morte di una bambina di sei anni – è stata sporcata dalla consueta inciviltà di noi umani. Però leggo che la storia riprende anche dopo lo scempio.

  3. Bellissima storia, mi associo ai tuoi ringraziamenti e mi domando sempre perchè a volte l’uomo sia così stupido da non tenere le mani al loro posto.

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