Favola Amara

Attratta dal giungere di un chiassoso vociare, proveniente dal sentiero alberato che conduceva alla cancellata del suo giardino, Mamma Accoglienza spalancò la porta della terrazza e, portando la mano sulla fronte, per proteggersi dal sole, spinse lo sguardo lontano. Ricordando gli insegnamenti di suo padre Amore e di sua madre Generosità, che si erano prodigati per trasmetterle una profonda umanità, realizzò, in un batter di ciglia, di non poter ignorare quanto osservava e di dover pianificare, prontamente, assistenza ed ospitalità. Un fiume umano, vestito di speranze stracciate e con gli occhi bagnati di lacrime e sogni, occupava gli spazi verdi circostanti, spostandosi tra i vicoli distanti e nella sua direzione. Schiusi gli accessi ed adunate le forze, Mamma, certa di agire nel nome del bene, di una fratellanza inviolabile, imbandì la tavola, sistemò i letti e, a più riprese, rifocillò e donò, a ciascuno di loro, il giusto riposo. La gioia che giunse nel dare conforto, nel sentirsi “sorella”, saturò rapidamente ogni angolo dell’immensa dimora, non risparmiando nemmeno il suo animo. Un sorriso, un “Grazie”, un “Il tuo Dio ti benedica!”, scatenarono in lei un senso di appartenenza alla vita, totalitario, autentico, irrinunciabile, distogliendola da una realtà sulla quale si addensavano ombre e si abbatteva l’eco delle dispense vuote. – Domanderò l’aiuto dei vicini di podere … – disse, rassicurando gli ospiti – … non abbiate paura, ci daranno una mano! – Qualche sacco di grano, delle ceste di frutta, i resti di un raccolto generoso … poco, decisamente poco, per garantire serenità e pace ad un crescendo di bocche che gridavano “pane”. Il cuore di una Mamma, è noto, stilla sangue quando, nonostante gli sforzi e le rinunce personali, si vede sottrarre la possibilità di aiutare chi ama, costretto a mostrare l’oscuro volto del vero … Il racconto fiabesco, che aveva spinto quel mare di anime ad affrontare il peggio per acciuffare la fortuna, non era che un’improponibile Favola Amara.
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NB: Questo orrore, che mi trafigge pensieri e anima, non arriva dal web ma è quando i miei occhi hanno visto e “bloccato” nei giorni scorsi. È umano tendere loro una mano per poi, alla lunga, offrirgli questo?
– Carla –

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12 thoughts on “Favola Amara

  1. lo ripeto dal primo giorno dell’invasione: la tratta degli schiavi non era diversa. solo che quelli lavoravano, questi sono abbandonati per strada o mantenuti in albergo a far…nulla ! La demenza dei beobuonisti è spaventosa.

    • Aiutarli nel loro paese, non usare la disperazione per ingrassare persone a cui non interessa la loro sorte, non raccontare favole che non esistono. Siamo un paese di morti di fame dove i cassonetti sono la dispensa anche di troppi italiani. Il peggio non è una soluzione ….

      • Devo dire che non sono molto convinto che questo peggio sia di sicuro “il peggio”, sono sicuro però che questo peggio di cui parli sarà inevitabile se continuiamo a parlare di “aiutarli a casa loro” e se la messa in atto di questa frase sta tutta dentro una forbice che va da: “io però intanto continuo a farmi i cavoli miei e a mantenere il mio stile di vita che così tanti danni ha prodotto al pianeta e alla gente che vive in quei paesi” e “li aiuto a casa loro mandandogli il mio esercito, oppure vendendogli armi, oppure finanziando ONG che anzichè aiutarli aprono la strada alle mie imprese commerciali che continuano, sotto mentite spoglie, l’attività coloniale che ho sempre fatto”.

  2. NON C’E’ ALTERNATIVA, CARLA. LA MIGRAZIONE E’ DI DISPERATI CHE DI FRONTE ALLA MORTE AFFRONTANO LA MISERIA… PURTROPPO I PAESI RICCHI NON HANNO VOGLIA, FORZA ED INTESA PER INTERVENIRE SU QUEI TERRITORI DOVE REGNA IL TERRORE E LA GENTE FUGGE.
    FORSE, COME DICONO NUMEROSE PROFEZIE, E’ IL SEGNO CHE LA FINE SI AVVICINA.

  3. tu sollevi un grosso problema etico e morale a cui è arduo trovare una soluzione. Quel flusso umano, che fa ricchi i trafficanti di anime, andrebbe gestito alla partenza. Ma come? Da soli è impossibile. Solo la collaborazione dei paesi di partenza potrebbe aiutare. Ma questo non è realizzabile perché tra interessi economici, politici e altro loro spingono quel flusso umano.

  4. Bonjour SEMPRECARLA et bon week-end de Pentecôte

    En cette nouvelle soirée

    Comme un oiseau de tendresse

    Je viens te chanter mon bonjour

    Comme on chante les belles histoires

    Je te peints mes pensées à l’encre de mes mots

    Comme on peint les jolis tableaux

    Je te dessine le contour de mes plus beaux sentiments

    Comme on dessine l’innocence à travers les yeux d’un enfant

    Je t’ai écris ces quelques lignes nappées de bonheur

    Comme on écrit les plus beaux souvenirs

    Je te souhaite une bonne soirée . avec des petits bisous

    AMITIE

    Bernard

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