Credente e Osservante nauseata

Frigento, piccola località della provincia di Avellino, che raccoglie poche migliaia di anime, meritevole di essere conosciuta per tracce storiche e panorami mozzafiato, di recente, è balzata tra le pagine della cronaca, quella oscura e impensata, mettendo a nudo le tinte fosche che avvolgevano l’istituto religioso dei frati dell’Immacolata, a partire dagli anni ’90. Il padre fondatore, Stefano Maria Manelli, coscienziosamente sospeso da Papa Francesco, si ha ragione di credere sia stato capace di trasformare un luogo di pace, la dimora di Dio, in un inferno per chi al Signore affidava cuore e il resto della propria esistenza terrena. Suore e frati, stringendo il coraggio tra le mani, ignorando l’umiliazione del raccontare le ferite che fanno ancor più male quando piagano l’anima, testimoniando esperienze tragiche, lontane da una fede “sana” e dagli insegnamenti divini, hanno scoperchiato un cassonetto maleodorante. Il Padre che avrebbe dovuto avere il compito morale e la vocazione d’amore per scortarli in una crescita personale purissima, in realtà, li ha soggiogati, inducendoli ad obbedire alla sua persona, a stringere patti scritti con sangue, a marchiarsi IHS (lettere che compaiono sulla croce di Cristo) sul petto, a fuoco, ad infliggersi penitenze corporali quotidiane, devastanti e rigorosamente accompagnate dalla preghiera … a nutrirsi con cibi scaduti! L’ambiguità di Padre Manelli, nei confronti degli ospiti del convento, le minacce di divulgare i contenuti delle confessioni per suscitare timori e scongiurare qualsiasi forma di ribellione, le discutibili modalità con cui le monache dovevano attuare la raccolta fondi presso i “benefattori”, non può certo accostarsi ad un sereno vivere monastico. Papa Francesco ha sciolto ogni vincolo tra vittime e carnefice, accarezzato le lacerazioni che hanno sfigurato, per sempre, pensieri e sentimenti di coloro che per Amore si sono privati di tutto, perfino della dignità, che per ingenuità e profonda fede, ritenevano di onorare Dio, di offrirsi totalmente a Lui, solo nel dolore. La scorrettezza e pochezza umana, lo schifo che da lei trasuda, “segnano sempre”, pugnalando un’integrità morale che per taluni è vita, ma quando infligge mutilazioni e trova nella figura dell’Altissimo una copertura perfetta, si scivola nel “senza ritorno”. In tutta sincerità, la visione del vecchietto malandato che allontana da sé, con un’energia quasi giovanile, ogni responsabilità, perfino di aver apposto la propria firma su fogli intrisi di sangue, firma attribuitagli dopo una perizia calligrafica, trincerandosi dietro pietosi “non ricordo”, non m’intenerisce per niente. Il convento degli orrori nausea ma non rivela niente di “diversamente” disonesto che già non fosse sgusciato dai pesanti portoni della Chiesa. Cristo, l’uomo che ha abbracciato la flagellazione e una morte cruenta, ucciso decine, centinaia, migliaia di volte, da Giuda che si proclamano Figli, da uomini che s’arrogano il diritto di assolvere peccatori pentiti e che dovrebbero soltanto sentire vergogna per le proprie colpe, ben più gravi.
– Carla

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17 thoughts on “Credente e Osservante nauseata

  1. Purtroppo come ha scritto Silvia di queste vicende ce ne sono altre, quante persone che soffrono per mano di un pazzo come in questo caso, 😦 ti abbraccio tanto Carla, ❤

  2. Non riuscivo a credere a quanto leggevo quando ho trovato l’articolo che raccontava di questo scempio. E ancora ora non trovo le parole per esprimere il mio disgusto nei confronti di colui che invece di seguire le parole del Signore, che legano la fede all’amore e al rispetto, le legava alla malvagità e alla denigrazione di persone che si erano affidate a lui e che lo seguivano nonostante tutto quello che imponeva. Incredibile quanto marciume c’è anche dove invece dovrebbe esserci solo la limpidezza, la dolcezza, la preghiera, l’amore per il prossimo.
    Un abbraccio cara Carla.
    Pat

  3. Tra le mura dorate di un istituto religioso per mano del proprio padre fondatore si è assistito all’indebolimento dei principi morali derivanti dalla fede che sono alla base di una chiesa caritatevole. Indebolimento o forse, ancor più, sconfitta.
    Provo disgusto e rabbia per questa pagina di cronaca che pone risalto alla miseria umana proprio all’interno di una comunità confessionale.
    Sottoscrivo le tue parole, i tuoi pensieri, la tua amara riflessione.
    Un forte abbraccio ♥

  4. Il fatto è che siamo tutti essere umani; con vesti differenti, è vero, ma alla sera quella veste ce la togliamo tutti e rimane sempre, solo, ciò che siamo. Inutile voler essere ciò che non si è, viene male…. e poi ci si smaschera. Un saluto, ciao Carla

  5. Credo che non ci sia nulla da aggiungere alle tue parole. Sia il credente che l’ateo. L’orrore non ha fede religiosa da qualunque parte arrivi.
    Se volgiamo lo sguardo indietro nel passato di orrori simili ce ne sono pagine piene. Basta pensare all’evangelizzazione forzata di molte popolazioni e non solo quella.

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