Sulla scia di un dolore incessante.

Scrivere, anche solo una manciata di parole, non è facile dopo il 13 novembre, dopo l’ennesimo attacco al cuore di ogni uomo che fa della pace e della fratellanza una ragione di vita. In realtà, il pensiero, se solo trovasse il coraggio di ripercorrere un passato recentissimo, ancora intriso di sangue e lacrime, condurrebbe il cuore a costeggiare un baratro, dove i piedi, più volte, hanno avvertito il cedere del terreno.

Francia, 7 gennaio, Charlie Hebdo e Hypercacher, 18 vite rubate, mentre svolgevano il loro lavoro o acquistavano del semplice cibo.

Tunisia, 18 marzo, Il Bardo, perdono la vita 22 persone la cui unica colpa è stata la fame di bellezza e cultura.

Susa, 26 giugno, il desiderio di sole e mare, di una spolverata di gioia, cancella 39 esistenze.

Sinai, 31 ottobre, un aereo russo esplode e s’addormenta al suolo, portandosi al seguito 224 innocenti.

Pochi giorni fa … 129 nuovi angeli, spinti oltre il muro della vita, colpevoli di aver concesso a se stessi l’allegria, fratelli che hanno teso una mano, invocando aiuto, a tutti noi, incollati davanti ad uno schermo, inchiodati ad un’inutilità che si è nutrita di speranza, di una preghiera muta che chiedeva la fine del terrore, il conteggio di feriti e l’assenza di vittime. Scontro tra civiltà? No, perché chi soffoca la vita in nome di Dio, comunque lo battezzi, non conosce civiltà ma solo l’odio e l’egoismo più bieco. Donare la morte al popolo che ti ha accolto, vestito, nutrito, protetto, istruito e s’è prodigato affinché mai venisse meno il rispetto di un credo o di usi e costumi è uccidere “padre e madre”, rinnegare un fratello o una sorella. Non si ripaga l’amore, di chi non ha mai preteso nemmeno “scambievolezza” e da ospite, in casa tua, ha rispettato un mondo non suo, con la negazione dell’amore stesso! Col cuore lacerato, oggi, mi trovo a credere che l’amore che Dio, (il mio Dio, che non accosta mai il “giusto” alla morte procurata) mi fa provare per lui e per i suoi figli, per una umanità che mi ha cresciuta in una atmosfera satura di sentimenti benevoli, meriti di innalzare una barriera necessaria. Nessun individuo che sputa nel piatto in cui mangia, che sfugge alla trasparenza, merita le chiavi della nostra casa! Chi sente tra le nostre braccia il calore di un amore autentico, ha il dovere di restituirlo, con la stessa spontaneità, disconoscendo una innegabile barbarie.

La dimora di Dio possa regalare a tutti i nostri fratelli, scomparsi senza colpe, il cammino eterno nella gioia …
– Carla –

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20 thoughts on “Sulla scia di un dolore incessante.

  1. Hai saputo esprimere con parole bellissime ciò che ognuno di Noi ha nel cuore. Siamo tutti rimasti annichiliti davanti la tv a guardare ciò che stava accadendo e non potevamo fare nulla! Siamo veramente impotenti davanti a tanta crudeltà. Ciao Carla bravissima come al solito

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