La “Cattiveria”

Se la “Fortuna” decide di concedere riparo sotto la propria ala protettrice è probabile imbattersi in soggetti incapaci di provare spinte affettive, che non facciano parte dell’io, piuttosto che in individui che avvertono un sottile piacere nel danneggiare materialmente il prossimo, nell’esercitare un potere maligno che ne deturpa il corpo e l’anima. Ben venga l’apatia, l’essere grettamente ignorati anziché aggrediti dalla “Cattiveria”! Ma, in definitiva, cosa è la cattiveria? Secondo alcuni (affermati studiosi delle sfumature umane) sgorga dall’invidia, dalla soddisfazione che ne deriva nel metterla a tacere, da una congenita inettitudine empatica. Non sapersi calare nei panni del prossimo, non capirne i sentimenti, in effetti, chiude a riccio, isola, facendo viaggiare l’affettività a senso unico. La malignità è scritta nei geni? Pazzia pensarlo e, ancor di più, crederlo, eppure, il mio pensiero, più di una volta, accarezza questa teoria, facendola propria. Prendo una cantonata? Non si nasce “difettosi” per poi imputridirsi, sempre più, strada facendo? No? Allora, come mai il bene ricevuto non bagna un cuore brullo rendendolo fertile? Se assapori l’amore, e hai un minimo d’intelletto per realizzarne la bontà, perché non lo restituisci nella stessa misura? Chiaramente non sei interessato, giacché tutto ruota attorno all’egocentrismo, a un benessere che spartito non sazia!

– Carla –

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23 thoughts on “La “Cattiveria”

  1. Tutte le volte che leggo questo tipo di cose mi viene sempre in mente la stessa persona, la madre di una mia ex-amica.
    E penso…
    Se la figlia è venuta su così male lei c’entra per forza.
    Lei è una pazza malefica, se non ha niente di maligno da dire su di te, piuttosto lo inventa. E non è una persona che sta male, o fa una brutta vita o è senza soldi.
    La figlia è una bugiarda patologica che inventa cose su chiunque ed anche assurde.
    Ad esempio, tanto per dirne una assurda, io ero stata operata alla colonna vertebrale e ero in ospedale, potrai immaginare la gravità della cosa, e lei è riuscita a inventarsi che le avevo tirato un calcio nei reni alle giostre, il pomeriggio dopo l’intervento, raccontandolo in giro.
    Tanto per rendere l’idea dei soggetti… Non lo so se la madre è nata così, la figlia c’è stata tirata su da lei così.

  2. La cattiveria si dice sia insita in una persona, io penso che non sempre sia così, perché cattivi lo si diventa spesso per futili motivi oppure per affrontare le persone che continuamente ti danno addosso. Ma questa non è poi veramente cattiveria, almeno credo.
    Però se la cattiveria cresce, giustamente come dici tu, dovrebbe crescere anche la bontà in una persona che viene amata, trattata bene, considerata, capita. Eppure non è così, puoi dare anche il mondo intero in tutti i sensi possibili di questa affermazione, ma ci sono persone che non recepiscono nulla, è come se quello che ricevono scivolasse loro addosso. Mi sto incartando da sola, scusami!! Ho avuto spesso a che fare con la cattiveria, persone che si presentano come “angeliche” con gli altri e che poi invece hanno solo una maschera e ti sputano addosso tanto veleno per un nonnulla e se lo dici, gli altri non ti credono, da tanto sono attori provetti nel fare credere di essere “angelici”. Comunque l’essere umano è molto difficile da comprendere, ci sono tanti risvolti nelle persone, capirli tutti è impossibile, almeno credo sia così!
    Scusami per questa filippica, non riesco a spiegare bene il mio pensiero, forse la stanchezza dopo tante ore a fare conti su conti mi sta facendo dare i numeri sul serio 😀
    Un abbraccio carissima. Ciao e serena notte. Pat

  3. Ho sempre pensato che la cattiveria è contenuta nei geni, come tutto ciò che ci appartiene, la mia convinzione nasce da due esperienze avute da ragazza. La cattiveria può essere “educata”, ma non sparisce. Una parte di umanità ne è la conferma se ripassiamo la stopria….

  4. Si potrebbe dilungarsi in un libro su questo argomento, l’essere umano sarebbe una specie meravigliosa, con delle capacita’ e abilita’ uniche, ahimè buona parte di coloro che ne fanno parte in questa società preferiscono non sforzarsi nel migliorarsi, nel mostrare più il bene che il male delle sfaccettature emotive che ci trapelano nel vivere quotidiano. Molto spesso si conferma che coloro che hanno passati ruvidi, faticosi e deludenti sono proprio i più capaci e desiderosi nel mostrare la vera purezza dell’animo, i meno avidi, i meno diabolici, i meno maligni e così scorrendo sono le persone più profonde e vere. Così che aumentano la malvagità ed invidia di coloro che nella vita hanno ricevuto attenzioni ed amore ma non ne sanno usare il loro vero significato se non aumentando la loro sete di riceverlo senza donarlo, con egocentrismo e grande egoismo! Arriva anche per coloro che non hanno voluto o più innocentemente “saputo” innaffiare la loro cara piantina che fin che ha potuto ha donato fiori colorati e profumati senza la necessita’ di ricevere, grazie all’assorbimento delle proprie capacita nel potersi nutrire…. che poi ha comunque un termine… e li sara’ da affrontare la realtà’ del proprio agire ed essere!
    Carla, i tuoi pensieri e scritti sono sempre molto toccanti come se quasi potessero spesso riguardare vicissitudini della mia vita… Continua ad essere questo bellissimo fiore di Donna!

  5. In ognuno di noi c’è bontà e cattiveria, siamo capaci di grandi gesti di altruismo e di grande crudeltà. È la nostra mente che decide cosa vogliamo essere, è la nostra coscienza che ci indica la strada da percorrere e purtroppo il cervello è una macchina che può avere dei difetti o si può danneggiare. Noi siamo il nostro cervello e da lui dipende tutto quello che facciamo, proviamo, sentiamo, ricordiamo e basta un nulla per stravolgerlo.
    Un abbraccio.

  6. Un’articolo davvero interessante 😉 Io penso che la cattiveria sia una parte imprescindibile dell’animo umano insieme all’invidia. Noi siamo essenzialmente avidi, vogliamo tutto e tutti. Parecchie nostre scelte sono dettate dall’ardente desiderio di ottenere proprio ciò che più ci è irraggiungibile…e nel momento stesso in cui non riusciamo neanche lontanamente a sfiorarlo mutiamo…ci trasformiamo in fonti infinite di odio e cattiveria, poichè così è più semplice per noi accettare la loro intangibilità…

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