Disagiati Vs Privilegiati

La Tv, nel corso della mia giornata, è una voce, spessissimo senza volto, che fa da appendice a ciò che mi tiene realmente occupata. Il solo ascolto, l’ho sempre creduto, fissa, in maniera più forte, parole e concetti, attirando repentinamente l’attenzione e sommergendo la mente d’interrogativi. Negli ultimi tempi, il tenore di taluni interventi, tra l’altro brodaglia riscaldata fino all’evaporazione, mi riporta ad un pensiero di Honoré de Balzac – Durante le rivoluzioni vi sono solo due specie di uomini: coloro che le fanno e coloro che ne approfittano – La politica, le assicurazioni dal sapore di presa per le “chiappe”, la pretesa scandalosa di una fiducia calpestata fino a polverizzarla, di sacrifici a senso unico, le congetture su miracolosi percorsi da imboccare, i progressi millantati e che non trovano riscontro alcuno … un lassativo a dosi massicce che, non so voi, io non reggo più. Sento ribrezzo per i privilegi acquisiti ed inviolabili, per le pensioni di “platino”, maturate con un pugnetto di ore lavoro (seee lavoro, nemmeno fossero scesi in miniera), per le decisioni inique che mortificano chi ha faticato una vita e riscuote l’elemosina, per gli aiuti umanitari profusi con una disinvoltura imbarazzante e che, stranamente, non alleviano mai le pene di nessun italiano in serie difficoltà, vessato in nome di una rinascita lontana, disperata ed illusoria. Esiste qualcosa che funziona davvero? Non raccontiamoci favole, NO! Ci hanno indebitati al punto che, con tutta probabilità, il conto lo salderanno i nipoti dei nostri nipoti, abbiamo una giustizia lenta e ad interpretazione, pene mai rispettate fino in fondo, una burocrazia rugginosa ed inflessibile, una sanità a brandelli, scuole alla canna del gas e servizi inesistenti (una per tutte le strade urbane che sembrano post bombardamento). Non ci fanno mancare proprio niente!!! Com’è che in alcuni Paesi quel che versi, in qualche modo, ti viene restituito? Com’è che il benessere del popolo è il cuore dello Stato e la generosità per chi soffre non toglie al cittadino e non sfora mai il budget effettivamente disponibile? La nostra “rivoluzione” mira ad allontanare il disagio, la fame e la povertà che ci veste come una seconda pelle … Noi “disgraziati” in prima linea e loro? Fateci vedere un gesto vero, tangibile, a lungo termine, che vi veda fare un bagno di umiltà e realtà, tagliatevi i viveri e, soprattutto, domandateci di cosa abbiamo bisogno.

             – Carla –

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12 thoughts on “Disagiati Vs Privilegiati

  1. Scritto molto bene, e anche il contenuto – a differenza di molti troppi blog – non si perde una volta tanto in languidi ululati amorosi alla luna. Il quadro che dai è un affresco la cui completezza non trascura ombra o demonio, e in cui, in qualsiasi punto si attinga, anche a caso, c’è da trarne lo spunto per approfondimenti a non finire.
    Dovendo d’altra parte essere sintetici, temo che tutto quanto descrivi, siano le mille facce di una stessa verità, cioè di un comportamento-cultura nazionale. È il gatto che si mangia la coda. È un arcipelago di mafiosità. Scorciatoie. Piccole e grandi astuzie. A tutti i livelli. Le mafie, malavitose, di cui peraltro ci sono voluti anni ed anni per riconoscerne ufficialmente l’esistenza e quindi finalmente parlarne per quel che sono – sono solo un aspetto, nonostante la loro radicalizzazione ed espansione pari al cancro. Per il resto, non c’è ambiente che non abbia i suoi “giri”-privilegi e complicità. Non solo al vertice! ma anche giù-giù scendendo alla base. Fino a diventare fatto di costume.
    E allora qualsiasi rivoluzione o scotimento non potrà mai arrivare se non dall’esterno. Altrimenti, non sarebbe che rivoltare del fango. Sostituire delle cellule malate con altre cellule, che ingenuamente crediamo nuove-innovatrici, ma che si riveleranno più marce delle cellule sostituite.
    Per questo, malgrado tutti i difetti di questa vecchia Europa, sono innanzitutto conscio del suo valore: dopo secoli a combattersi, ha saputo (oasi miracolosa sul pianeta) a darsi quasi un secolo di pace. E per questo sono grato ai rari (a quei tre o quattro!) spiriti illuminati che ci hanno preceduto e che quest’utopia sono riusciti a realizzare. (Al momento sembrava proprio un’utopia-una follia!). Poi, o almeno lo spero… spero che sia proprio in sede europea che possa nascere un seppur lento rinnovamento.

  2. se questi signori volessero essere di esempio, basterebbe che rinunciassero ai vitalizi e che si dimezzassero gli stipendi come fanno i Parlamentari 5 stelle che fino ad oggi hanno restituito ben 42 milioni di euro e si stanno battendo per l’istituzione del “reddito di cittadinanza”…
    Scusa se ho dovuto fare riferimenti politici ma il M5S è l’unica forza che mette il cittadino al centro dei loro impegni istituzionali….
    buon prosieguo

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