La Speranza si fa Fame

2013: 107 mila immigrati, sbarcati sulle coste europee.

2014: 278 mila, raddoppiati rispetto all’anno precedente, più della metà ospitati stabilmente nel nostro Paese.

2015: 15 mila nei primi mesi di quest’anno, 2 mila e 800 nell’ultimo fine settimana.

Voltare il viso dall’altra parte e fingere che non esistano? È una realtà che artiglia la vita di tutti, anche se lo sguardo è distante e quel che arriva può sembrare un racconto a favore di cronaca, distorto e quasi, crudelmente, romanzato. Sbarchi della disperazione e della speranza, sentimenti meritevoli d’accoglimento e di rispetto, destinati a perdersi nell’oblio della delusione e della condivisione della “nostra” medesima sorte: la povertà senza ritorno. Ignorare le richieste d’aiuto, le condizioni in cui versano e che li spingono alla fuga, è quanto di più disumano si possa anche solo immaginare, non si discute, tuttavia, là dove il pane è sufficiente a sfamare, a stento, una sola famiglia, si può mai pensare possa essere condiviso, non dico con tutti i condomini, ma con tutto il quartiere? Si divide la fame che uccide tutti, null’altro! Lo Stato, guidato dal buon senso e dalla condotta che dovrebbe adottare un buon padre di famiglia, ha il dovere di aiutare il “parente” in difficoltà, secondo le proprie risorse, senza mai sottrarre il boccone al “proprio figlio” … dico un’eresia? Non prendetemi per razzista e lontana dalla carità cristiana e universalmente umana, ma inizio ad avvertire disgusto per vere e proprie disgrazie, gestite con estrema generosità, in nome di un tornaconto velato (perché esiste ed ingrassa non si sa bene chi) che non cambia le condizioni di chi arriva e accresce l’angoscia di chi galleggia a stento. La mano va tesa, e mai stretta in un pugno, ma non a discapito di coloro che dopo una vita di duro lavoro frequentano un solo centro commerciale, il “cassonetto”, e non ripongono mai il cappotto, non per inseguire le tendenze di una moda bizzarra quanto perché unico mezzo a difesa dal freddo che trasuda dalle pareti di casa. Non va mai negata, non intaccando i diritti di chi ha perso l’impiego e ne elemosina uno nuovo o ha chiuso i battenti della propria attività, stretto dal pitone della burocrazia, e domanda celerità e correttezza. È facile infilare le mani nelle tasche e donarne il contenuto, a maggior ragione se le tasche non sono le proprie ma di ogni italiano, al quale non viene domandato nemmeno il consenso.

– Carla –

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16 thoughts on “La Speranza si fa Fame

  1. Discorso difficile.
    Premetto che non credo nella “civiltà” del nostro governo, ma nelle coperative che gestiscono la situazione e si abbuffano…Non credo al buonismo di molti di noi, che parlano parlano e di fatti non se ne fanno. Non credo che aiuatre chi si trova in difficoltà non potendo dare lavoro sia una forma di riscattoalle sofferenze. Credo che portare alla disperazione chi per anni ha lavorato, versato tasse e in più mettergli sulle spalle problemi che non possono risolvere è la più grande forma di “inciviltà” che si possa attuare sul popolo.
    Non sono razzista, ma credo che la situazione sia al collasso e non siamo più in grado di allungare la mano per salvare qualcuno, noi stessi non abbiamo il salvagente.
    Il nostro governo non è in grado di gestire questa immensa tragedia e noi non siamo più in grado di sopportarla.

  2. Hai scritto delle verità che nessuno affronta per paura di essere tacciato di razzismo, o di essere considerato privo di sentimenti, purtropo questa massa di persone è destinata ad aumentare ogni giorno di più, si scrive che sono un milione le persone che vogliono raggiungere l’Europa.
    Non possiamo sopportare un carico così grande di umanità, non abbiamo le risorse per il loro benessere, per sostenere le spese sanitarie, per dare loro una vita dignitosa. Bisogna fare delle scelte. Un caro saluto

  3. Neanche io sono razzista ma è facile chiedersi : “ma dove li mettiamo” e poi perché se vai all’estero non vedi centomila mani tese fuori dai supermercati, fuori dalle chiese, ai semafori. Ne stanno arrivando troppi. E’ bene essere caritatevoli ma io egoisticamente dico, non se ne può più. Che tristezza mi viene a scrivere ciò che ho scritto ma mi è sgorgato così spontaneo, come spontaneo è stato il tuo post. Una buona notte Bea

    • Mi sono sentita malissimo pure io mentre scrivevo. Poi ho trovato la forza di andare avanti pensando a quelle persone che vedo frugare nella spazzatura, a quelle che chiedono di fare piccoli lavoretti in cambio di un pò di spesa, a chi non può curarsi. Promesse e disperazione … Ricordi l’IVA ? Non doveva aumentare e così non é stato, ci spremeranno ancora, aumentandola ulteriormente. La benzina con le tasse per le disgrazie avvenute mezzo secolo fa se non oltre. Che vergogna immensa … Dolce notte

  4. Perché dici “velato tornaconto”? Sai benissimo che non è così, chi ci governa non ha nessun interesse a risolvere il problema degli immigrati, altrimenti l’avrebbe già fatto, è un business incredibile quello dell’accoglienza, c’è chi lo sfrutta, chi lo alimenta, ma tutti hanno la loro fetta. Come mai ci sono i soldi per gli immigrati e non per i disoccupati? (e io ne sono qualcosa che da sei anni lavoro 1 anno sì e un altro no, e questo è il no). Ma io non mi lamento, ho la fortuna di avere 2 figli che hanno iniziato a lavorare, ma quelli che hanno perso tutto dall’inizio della crisi chi li aiuta? Dov’è la giustizia a questo mondo? Ci sarebbe la possibilità di una vita decorosa per tutti e invece vedo solo uomini che sfruttano altri uomini, mi dicevano che avevano abolito la schiavitù, ma devo essermi perso qualcosa.

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