Omicidio Stradale

Vuoi eliminare la suocera velenosa ed impicciona? La moglie che da Biancaneve si è trasformata in Priebke in guepiere? Il marito taccagno, irriconoscente e divanato? Un vicino di casa bacchettone e petulante? La vicina che sembra attendere che i panni siano stesi per sbatacchiare tappeti, tovaglie e lenzuola (anche i figli se potesse), ricoprendoli di briciole, palline di polvere e pelazzi di varia natura? Amici profittatori o qualsiasi altro soggetto fastidioso? INVESTILO e RESTERAI IMPUNITO! Detto così, in un contesto festoso, dovrebbe accendere l’ilarità collettiva, in realtà è la mannaia che s’abbatte sui familiari delle vittime della strada. Omicidio non è solamente uccidere imbracciando un fucile, impugnando una pistola o sferrando fendenti con una lama, usando mani nude che non regalano carezze … esistono armi a due e quattro ruote, letali, che lo Stato italiano non è ancora arrivato a chiamare tali. Asfalto tinto di sangue, rena impastata di lacrime e la rabbia di chi non chiede vendetta ma una giustizia in grado di arrestare un massacro. Mario era il marito della cugina di mia madre, faceva il portalettere, aiutava gli anziani in difficoltà, aveva per tutti una parola carina e sorrideva sempre. È morto nello schianto, con quel suo sorriso straordinario sulle labbra, dopo aver scambiato una battuta con un amico, una mattina, al bivio del paesino in cui lavorava, travolto da qualcuno a cui nessuno avrebbe mai dovuto dare la patente. Maria Vittoria era una ragazza bella, intelligente e sensibile, la conoscevo fin da piccina, quando entrava nella macelleria di suo padre, portando allegria. Si è spenta sui gradini di una casa dirimpetto alla sua, un caldo pomeriggio d’estate, colpita come un birillo, mentre stava sul marciapiede e gettava la spazzatura, da un’auto guidata da un ragazzino ammaliato dalla velocità. Ondate di follia intrise di morte e nessun colpevole se non su carta … Lo Stato non vede?    – Carla –

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20 thoughts on “Omicidio Stradale

  1. Mamma mia Carla, e’ uccidere, e’ vero, la penso anch’io come te, cosi’ e’ morta la mamma di mia cognata, stava andando in bicicletta nel suo orticello, al mattino presto, e’ stata presa in pieno da un automobilista che passava troppo veloce nel paese, 😦 non e’ giusto! E’ passato tanto tempo e nulla e’ cambiato!

  2. E’ morto così anche un mio collega che lavorava in una sezione di un’altra città, travolto da uno che aveva rubato un macchina e stava scappando. Che cosa orribile, le macchine sono armi, al pari di un fucile, in mano a incapaci o a personaggi indegni.

  3. Cara Carala
    Io da anni mi doamando perche si fa diferenze fra omicidio e omicidio … se toglo una persona la vita e un reato.. a volte non comprendo le leggi fatto del uomo.. mahhh

    ti abbraccio Pif

  4. Oggi la legge non fa distinzione. Se ti ubriachi o ti droghi, se vai a velocità assurde, contromano, non rispetti i segnali stradali e uccidi qualcuno, avrai le stesse conseguenze di chi guida in modo perfetto ma ha la sfortuna che qualche pedone o ciclista disattento gli finisce contro l’auto. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma condannare i colpevoli di omicidio e assolvere chi suo malgrado è coinvolto in una fatalità.

      • Ho conosciuto una persona (un camionista) che ha perso il lavoro, la patente ed è stato condannato a un anno per omicidio colposo per colpa di uno che ha deciso di suicidarsi gettandosi tra le ruote del suo camion (così me l’ha raccontata lui). Spesso i pedoni e i ciclisti sono imprudenti o distratti e causano incidenti agli altri. A me è capitato che mentre guidavo (lentamente per fortuna) in una strada stretta, ho visto un pallone passarmi davanti. In un istante mi sono ricordato delle parole del mio istruttore di guida: “Ricordati che dietro un pallone c’è sempre un bambino.”
        Ho frenato e un bambino è sbucato improvvisamente tra le macchine posteggiate, passando a venti centimetri dalla mia auto. Se non mi fossi ricordato di quelle parole, oggi avrei la vita di un bambino sulla coscienza e io non stavo facendo nulla di imprudente.

  5. Ormai i tempi sono maturi per arrivare a una legge che colpisca severamente l’omicidio stradale. Lo stato lo deve alle tante famiglie che piangono i loro famigliari falcidiati da irresponsabili che infestano le nostre strade.
    Nicola

  6. Sono d’accordo con te. Le nostre strade sono diventate una giungla, cos’altro deve succedere prima che qualcuno si decida ad intervenire? Quando vedo certe scene allucinanti per le strade chiamo il 113: una volta hanno fatto il terzo grado a me, altre volte mi hanno fatto percepire tutta la loro insofferenza (cosa può mai essere uno che sorpassa in curva e in galleria?). Dobbiamo forse farci giustizia da soli?

    • Ti sono capitati i più lavativi…mio marito fa parte delle forze dell’ordine (112) e ti posso garantire che sono anni che si stanno battendo perchè venga riconosciuto, ma ti posso anche garantire che spesso il loro lavoro va in fumo….chissà perchè….allo Stato non conviene, il otivo secondo me c’è eccome se c’è.

      • Ho un grandissimo rispetto per polizia e carabinieri, gente sottopagata che rischia la vita per noi. Capisco anche che un operatore del 113 che sta li per emergenze vere si scocci se uno chiama per segnalare uno spericolato al volante, ma cos’altro possiamo fare? Ci vorrebbero più controlli sulle strade, come in America, ma allora servirebbero più agenti, più auto, più finanziamenti

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