Rincorrendo la “perfezione” …

 … si rischia d’incagliarsi nella solitudine! Si definiscono “esigenti”, quasi a voler motivare scelte incoerenti o ritirate repentine e strategiche, stillando addosso ai malcapitati di turno la stanchezza causata dall’essere perseguitati da una sfigaccia cosmica, vittime di una macumba recapitata dal destino. In realtà, seppur consapevoli di essersi infilati, volontariamente, in un imbuto, s’intestardiscono nel viaggiare nella stessa direzione, chiamando infantili pretese, gusti decisi. La strada corre veloce, dietro un finestrino, chi aveva giocato a carte scoperte, sfogliando le pagine dell’animo, scavalcando la soglia dell’esteriorità, intelligentemente, ha scelto d’imboccare percorsi diversi, sperando in compagni di viaggio meno superficiali, lasciando lo spazio ad incontri marginali e senza futuro. Gli “anta”, di qualsiasi anta si tratti, non dovrebbero regalare saggezza? Un uomo e una donna sono papabili soltanto se giovani e statuari? Alla faccia della profondità di pensiero! Veleggiando sugli “anta-anta” si può mai pensare di far presa su un/a 20 enne? Credere che un/a coetaneo/a non meriti? Margherita Hack non è mai stata una velina, ma quanto era “intergalattica”, Charlie Chaplin non esibiva pettorali da competizione, eppure, ha conquistato il mondo. Stracciare la lista delle pretese, guardar oltre le banali apparenze, scioglie gli ostacoli che dividono dalla felicità.     – Carla –

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7 thoughts on “Rincorrendo la “perfezione” …

  1. Il problema, se così vogliamo chiamarlo, nasce sempre dalla superficialità, con la quale molte persone giudicano. Si fermano solo al lato esteriore e non vanno oltre, non conta quanto uno possa essere intelligente, amichevole, sincero, dolce e altro ancora. Conta molto di più che sia bello, che sia piacevole alla vista, poi eventualmente il resto viene dopo, in un secondo momento. Ma costoro non sanno quello che perdono, quanto tralasciano, quanto sono superficiali e così alla fine sì, capita che si ritrovino da soli, perché prima o poi la bellezza sfiorisce in tutti, ma restano tutte le altre qualità che prima non erano state considerate!!
    Dolce notte, Pat

  2. Alce Nero disse una volta: “Non è come nasci, ma come muori, che rivela a quale popolo appartieni.” Io penso non serve essere sopra ogni cosa, meno ti fai vedere più ti fai ricordare … belle riflessioni come sempre cara Carla.. Pif ❤

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