Chirurgia dell’anima

Fai il tuo ingresso nella vita accompagnato/a da un’immagine non proprio “notevole”? Cresci non riuscendo a disfarti di una zavorra che ti impedisce di saltare oltre lo steccato dell’accettarsi? Stretto/a nella morsa di una cecità che non consente di scrivere un finale diverso, giunge in soccorso un inanimato strumento di risoluzione: il bisturi! Il “nasone” diventa “nasino”, le “parabole” due piccole e graziosissime “integrazioni”, i “fichi secchi” due splendide “mele” (ad ESAGERATA richiesta abnormi “meloni”), il lato B, gelatinoso, tonico e ridimensionato, vergognosamente marmoreo, gli arti, spugnosi, sexy ed affusolati, i “polpaccetti”, avvizziti, sculture d’invidiabile perfezione … Alla normalità, quella che difende una inossidabile sensualità non esibita, che sorte, miserabile ed assurda, si lascia abbracciare? Un duello all’ultimo sangue tra la esigenza di “piacere”, ad ogni costo, e la bellezza, senza tempo, di una interiorità che, come una impronta digitale, rende unico ogni individuo. Ritoccare i tratti o indossare un corpo rimodellato è una “mossa” possibile, affrontando un esborso economico non sempre indifferente e calcolando il rischio, a cosa fatta, di non riconoscersi, ma la chirurgia ha limiti, uno stop non rimovibile che non consente di alterare l’anima. Eh già!!! Nasci “carente” di sensibilità? Cresci camminando sotto braccio all’egoismo? Non esiste lama capace di asportare “quel” peggio, ago e filo invisibili con cui assemblare il meglio. L’amore e l’affetto, “ricevuti”, dovrebbero insegnare il viaggio dei sentimenti a doppio senso e mai a senso unico, rendere ogni uomo intriso ed avvolto di incommensurabile bellezza … Eccezionalmente, però, riescono a compiere il miracolo.              – Carla –

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22 thoughts on “Chirurgia dell’anima

  1. Mia mamma sin da piccola mi ha insegnato a rispondere così: “Io sarò pure cicciottella ma sappi, simpaticone, che io posso dimagrire quando voglio mentre tu il cervello non te lo puoi comprare!!”

  2. Beh qualche ritocchino che può aiutare l’autostima può anche starci, ma rifarsi totalmente come hanno fatto ormai parecchie persone diventa ridicolo, si trasformano in bambolone di plastica che a volte mi fanno pensare che potrebbero rompersi al solo toccarsi. Ma non è di questo che si parla, ma di un argomento molto più profondo. La sensibilità non la si compra, non la si cambia con il bisturi, non c’è nulla che possa fare in modo di impiantarla in una persona che ne è carente. Uno con la sensibilità ci nasce e poi con il tempo l’accresce grazie all’ambiente nel quale vive, grazie a quello che gli viene insegnato, grazie anche all’istinto innato che ha in se stesso.
    A volte l’affetto ricevuto pare non sia sufficiente, non incamerano quello che l’affetto dona e diventano ugualmente insensibili, sembrano proprio cause perse; peccato.
    Spesso però la troppa sensibilità è anche deleteria, perché fa stare male per tante cose, anche piccoli particolari, ma molto meglio la troppo sensibilità che l’aridità dell’anima.
    Un abbraccio e serena notte.
    Pat

  3. Che bello leggerti Carla, il bisogno di cambiare fisicamente e’ un qualcosa che nasce dal non piacersi, si puo’ migliore esteticamente ma la fragilita’ rimane, bellissimo post, ti abbraccio cara, ❤ tvb ❤

  4. Il bisturi grazie all’abilità del chirurgo (quando riesce!) può modificare e alterare il nostro involucro, regalare labbra sensuali, seno a coppa di champagne, gambe levigate, glutei rassodati ma non potrà mai modificare la sensibilità, non potrà mai rattoppare le ferite dell’anima, non potrà mai regalare la bellezza interiore che si acquisisce giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza.
    Bello rileggerti Carla 😉
    un grande abbraccio da Affy

  5. Finalmente…di nuovo una voce amica…è sempre bello leggerti…spero che tu sia mancata perché avevi un progetto importante…non so scrivere una canzone per Sanremo…spero che tu non sia andata a farti ritoccare…sei già bella così…fuori e dentro…Un Bacio.

  6. Finalmente sei tornata!!! Mi mancavi 😉
    Argomento a cui, come credo sai, sono contraria, per carita, non biasimo chi lo fa, ognuno libero di vivere come vuole, ma io ai “ritocchini”, che poi ini non sono mai, non ci stò.
    Un “difetto” che può veramente complicare la vita di una persona ci può stare, ma la storia è un’altra, qui parliamo di ritocchi che poi devono essere ritocatti, aggiustati, ris-tirati…perchè non si convive più con se stessi, con quello che veramente siamo e ritoccando ritoccando ci dimentichiamo del nostro io, della nostra anima, che spesso condanniamo ad una solitudine che porta a lungo andare a seri problemi psicologici.

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