L’arcobaleno di parole

Incolore, persa tra i toni anonimi dello sfondo sul quale si estingue, ogni parola rubata o ceduta senza entusiasmo, orfana di quella gioia che percorre il pensiero, affonda nel petto e fiorisce sulla bocca. Parole, prese timidamente in prestito e ripagate con il tepore di un sorriso o di una lacrima d’affetto, dono prezioso per chi non le sa intrecciare ma avverte l’importanza del poterle offrire. Consonanti e vocali, come gocce di colore, a comporre un mosaico per ogni emozione, a tratteggiare volti, congelare abbracci ed imprimere scenari, amalgamando realtà differenti. Scaglie d’io, come pioggia che cade ad impregnare le vesti ed i pensieri, a spegnere la sete dell’anima, scrosci che nessun argine può trattenere, perché non esistono “catene” per la spontaneità che evade dal cuore.

Carla

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20 thoughts on “L’arcobaleno di parole

  1. Le parole riescono a ferire una persona a morte, o a riportarla in vita. Dipende dall’uso che se ne vuole fare, e dall’animo che si nasconde dietro di loro…
    Bel blog, è la prima volta che passo da queste parti, ma ho letto pensieri interessanti, da approfondire… Ciao, a presto!
    Laura

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