Genitore D.O.C

Nasci figlio, cresci, ed ecco che d’improvviso ti ritrovi a fare i conti con una nuova realtà, felicemente costretto a svolgere un “mestiere” che nessuna scuola insegna, ad occuparti di mansioni che non consentono di staccare la spina nemmeno per mezza giornata, amorevolmente invischiato in un ruolo che, soprattutto all’inizio, ha un che di alieno e la capacità di sgretolare le più solide certezze, di mandare nel pallone tante di quelle volte da perderne il conto. Essere maestro di vita, al di là delle buone intenzioni e volontà, è la prova più ardua nella quale un uomo si cimenterà nel corso della sua esistenza, un test da superare a pieni voti, per orgoglio personale e per il bene di quella “creatura” che, mano nella mano, poco chiederà se non di apprendere e di ricevere esempi positivi. Osservando amici o conoscenti che hanno messo su famiglia, nel senso più completo della parola, mi rendo conto che si può essere ottimi genitori, attenti a tutte le esigente materiali e psicologiche del proprio figlio, genitori affettuosi e inconsapevolmente irresponsabili e, nella peggiore delle ipotesi, veri disastri, padri e madri menefreghisti che vedono nella strada e nella quotidianità, a 360°, i soli insegnanti adatti a far cresce “volpini” i propri ragazzi. Spettatrice, e non protagonista in prima persona, mi limito ad scrutare, silenziosamente, le loro valutazioni, interrogando me stessa.   – Che genere di madre sarei stata? –  Immaginarlo è, certamente, diverso dall’assaporarlo, tuttavia, presumo che all’interno di tali sentieri si viaggi sospinti non solo dall’amore ma altresì dal proprio carattere e, fondamentale, pilotati dalle proprie convinzioni. M’immagino genitore accorto, ansioso e protettivo, un’ombra che verifica ma non copre il sole, un pilastro che poco impone e spinge ad un uso consapevole della ragione, al quale è lecito domandare nella certezza di risposte sincere, una madre bambina che non avrebbe esitato a tuffarsi su un letto per fare la lotta con il suo piccolino che, passo dopo passo, ne avrebbe curato i progressi per non immetterlo nella vita da sprovveduto, una donna che mai avrebbe fatto del suo “amore” il clone di se stessa, non proiettando su di lui passioni inespresse o desideri irrealizzati. La vetta è ormai persa, aprendo la finestra posso sperare di vedere un cane che scodinzola in giardino, un gatto che dorme sul divano e di sentire le risate di tanti bambini che giocano per strada, di ricevere un loro abbraccio o un sorriso, di tenere tra le mani un “petalo di mamma”.

Carla

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39 thoughts on “Genitore D.O.C

      • Io sono convinto che finché c’è vita c’è speranza e che se si desidera veramente qualcosa bisogna fare di tutto per ottenerla senza farsi troppi scrupoli. A 48 anni è ancora possibile e, anche se non ti chiami Maria, uno spirito santo che serva allo scopo si può sempre trovare. Scusa la domanda, ma perché non ci hai pensato prima? Ho visto dei “cessi” regolarmente sposate con prole, non capisco perché ci siano così tante donne anche carine che arrivano a 50 anni senza esserci riuscite. Comunque sono affari tuoi, mi dispiace, anche se non ti conosco, sapere che ci soffri, che senti il bisogno di essere madre e che diventerai vecchia senza soddisfare questo tuo bisogno, vivendo di rimpianti. Buon week end.

      • Oggi non ho figli e visto che avrei potuto averli con una persona che non stimo affatto, nella malinconia più dura dico che è stato per intervento divino. Mettiamola così, non sempre si trova il padre giusto al momento giusto …

  1. Perchè saresti stata? Potrebbe ancora essere, o sbaglio?
    A me piace esserlo, qualche volta si sbaglia, a volte si fa la cosa giusta, l’importante è amore e tenere quelle mani strette fino a che loro lo vogliono e poi avere la forza di lascirle, ma diventare un’ombra che li protegge, che non smette di stringere quelle mani anche se solo con la fantasia.
    Io ho la fortuna di avere ancora tanti abbracci, e non c’è nulla al mondo che possa eguagliare questo tesoro.

    • Invidio tutte le mamme, biologice ed adottive, io posso fare la zia, quando le amiche me lo consentono e già quello mi sembra un dono divino. Io non posso esserlo, il tempo ha detto basta …. 🙂 Un abbraccio

  2. Immagino la difficoltà nello scrivere questo post, nel raccontarsi, nel mettersi a nudo, sei una donna formidabile (pensa che quando ho cominciato a leggerti pensavo fossi una nonna, non ricordo il motivo di ciò). Un abbraccio Carla.

    • Ah..ah..ah… Mi hai donato il gusto di una bella risata, grazieeeee… Nonna non me lo aveva mai detto nessuno, ma mi piace, si, si, si! Nella vita reale, tutti, pensano che io sia molto più giovane, pensa che correndo, senza saperlo, ho rimorchiato un ragazzo che ha 7 anni meno di me. Fermò mia sorella, pensandola una mia amica, e le disse di sentirti un perfetto cretino ad andar dietro a una 33/34 enne della quale non sapeva nulla. Avevo 43 anni …. Ti confesso che mi fa più piacere il ruolo di nonna, perché le nonne sono dolci e coccolano un mondo. Un abbraccio. Carla

  3. Ciao, Carla. L’approccio alle varie tipologie di genitori, soprattutto della mamma. è graduale e sempre rispettoso ed ha fotografato ciò che si può incontrare, conoscere o solo vedere da lontano con assoluta obiettività.
    La conclusione è piuttosto triste, invece, e questo mi dispiace. Non è mamma chi ha o può partorire. Può essere mamma anche una donna che per scelta o per cause indipendenti dalla sua volontà, non è mai entrata in una sala parto o ha subito e subisce altri impedimenti. Si può essere mamme reali o solo potenziali, si può essere mamme di bambini non generati e saperlo fare con la stessa tenerezza che tu hai saluto così sapientemente descrivere.
    Tu sei già mamma nel cuore e nel pensiero altrimenti oggi non avresti scritto questo meraviglioso post, avresti continuato a fare l’osservatrice neutrale. Tu sei entrata con corpo e mente nel problema e lo hai affrontato con la delicatezza che meritava senza addebitare responsabilità mostruose che, purtroppo, esistono anche tra i genitori.
    Io non conosco i particolari della tua vita ma, invece,so come scrivi e cosa scrivi e l’apprezzo. Non hai alcuna ragione plausibile per lasciarti aggredire dalla tristezza o dalla malinconia.
    Con tutta la stima, l’affetto e l’amicizia che meriti, il mio forte abbraccio con la certezza che anche per te, domani sarà un altro giorno ma non in senso cronologico soltanto. Ciao, amica mia! Osv.

  4. L’avevo letto molte ore prima ma non avevo la serenità in quel momento di commentare con la dovuta attenzione, maledetta politica!
    Tu ormai mi conosci abbastanza per sapere che mai scrivo i ciò che non sento veramente leggendo un post. Piuttosto non commento.Non so essere iprocrita.
    Quindi non pensare che volessi commuoverti perchè sei tu che hai commosso me ma io, non piango quasi mai. La vita mi ha temprato abbastanza per sopportare il dolore. Mi di fronte a sentimenti come quelli da te espressi non potevo restare insensibile e freddo. Meritavi che ti dicessi ciò che sentito di scriverti. Vorrei che tu fossi sempre sorridente e che fosse la vita a sorriderti. Ciao. Buona notte.Osv

  5. Cara amica semprecarla, anch’io sono stata figlia, e non mamma, comunque credo che attraverso le esperienze di vita ,ci si può diventare una buona genitrice ed educatrice. La vita ci insegna quale strada intraprendere ,per diventare una buona madre.
    Ti saluto caramente!
    Dora

  6. Duro il mestiere di vivere, cara Carla! Ogni ruolo che ci ritroviamo a ricoprire ci dà gioie e grattacapi e sbagliare è un attimo! Compreso il mestiere di genitore che davvero deve essee molto difficile! Ma anche secondo me tu saresti un’ottima madre in gamba come sei! Baciooo! :* Buona domenica!

  7. Troppo dolce cara Carla, un post dalla tanta tenerezza che vien voglia di abbracciarti , ( virtualmente è poca cosa ma è comunque vero perchè sincero ( l’abbraccio intendo) ) A presto Isabella

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