Morte e Amore

Mariam Yahya Ibrahim è una giovane donna sudanese di 27 anni, giunta al traguardo della sua seconda gravidanza, che dall’agosto 2013, insieme al suo primo bambino, vive reclusa in un carcere del suo paese. Il tribunale di Khartoum, nonostante i numerosi appelli in suo favore, le ha confermato la condanna a morte, da eseguirsi non prima dei due anni dal momento del parto. Esiste un reato tale da legittimare la privazione del diritto alla vita? A caldo si! A chi si arroga il diritto di decidere dell’esistenza di un altro, si macchia di reati atroci come la violenza fisica o psicologica, la sessuale e la pedofilia, sopprimendo l’animo di un suo simile, costringendolo ad una non vita, dovrebbe esser negato di esistere! A freddo, spinti dalla ragione, No! L’antico principio del Taglione, disseterebbe dall’arsura della vendetta, ma farebbe delle vittime implicate nuovi carnefici. Mariam meriterebbe la morte, rea di aver abbracciato la fede materna, Cristiana Ortodossa, pur essendo nata da padre mussulmano, unendosi, poi, con un uomo, il padre dei suoi figli, nel rispetto dei cerimoniali del loro Credo. L’accusa principale, quella per la quale sarà giustiziata, è l’Apostasia, in altre parole, la sconfessione della religione ricevuta in eredità paterna a favore di un’altra, dalla quale scaturisce la seconda, l’Adulterio. Un matrimonio non valido per la “Sharia” è considerato adulterino e punito con 100 frustate, già inflitte. La Fede è, in ogni sua scelta, Amore, seguire sentieri religiosi nel rispetto dell’uomo, della sua dignità, in nome di un bene che lega, spiritualmente, comuni mortali ad una Essenza Divina, comunque la si battezzi vede un solo Essere Supremo al vertice, sia esso Dio, Geova, Allah, Buddha … La libertà di scoprire, assimilare e scegliere il sentiero da percorrere non è un privilegio ma un diritto inviolabile. Se “Amore & Famiglia” incarnano il peccato, in qualsiasi direzione vadano gratitudine e preghiere, allora si, Mariam merita di morire …

Carla

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18 thoughts on “Morte e Amore

  1. Mariam non deve morire! Nessuno, nè religione, nè Stato, nè persona ha il diritto di uccidere Mariam sulla base del fatto che la sua scelta di vita e di religione non collima con quella del potere che barbaramente ne ha decretato la morte e, nel frattempo, la fa con il suo bambino in un carcere. tra sacrifici e privazioni.

  2. Ho firmato la petizione in suo nome ma non so quanto possa servire!
    E’ orribile che una giovane donna venga condannata e frustata per aver scelto di credere in un altro Dio!
    Un abbraccio Carla
    liù

  3. Ho firmato ( da sempre firmo tutte le petizioni per i diritti umani)
    Purtroppo una firma a migliaia di Km. e tante firme da tutto il mondo, sono poca cosa, Occorre modificare i loro punti di vista.
    Un abbraccio
    Giancarlo

  4. Nessuno puo’ decidere la morte di Marian, e’ un suo diritto vivere, come ha diritto di vivere il suo bambino, e’ assurdo questo modo di pensare, guarda io mi incavolo quando leggo queste cose, ho rispetto per usi costumi religioni ma quando c’e’ di mezzo la liberta’ di vivere di esseri umani che non hanno fatto nulla, possibile che nel 2014 siamo ancora ai tempi del medioevo barbarico!

  5. Concordo pienamente con la tua rappresentazione dei fatti. Il mio pensiero, magari un pò duro, è che simili cose non dovrebbero accadere in un paese che si definisce “civile”, di conseguenza mi viene spontaneo definire che simile cose accadono dove la “civiltà e la liberta di pensiero e di credo” sono un miraggio ! Quindi in paesi non civili.
    Cosa accadrebbe se qui in Europa ci comportassimo noi cristiani come si comportano i nostri fratelli mussulmani in Africa, in estremo oriente e dovunque l’essere cristiano o professare una religione diversa da quella mussulmana è considerato un reato ?
    Dovremmo fare come loro ? Trucidare e uccidere ? Distruggere moschee ?
    Sarebbe questo la giusta strada per una pacifica convivenza mondiale tra le varie etnie e religioni ? Quindi dovremmo tornare alle crociate ?
    Forse i nostri fratelli mussulmani sono rimasti all’anno mille, ma oggi siamo nel 2000 e simili cose sono semplicemente assurde oltre che esecrabili.

  6. Ormai la soglia del 2000 è superata da un pezzo, eppure in certi Paesi sembra che il tempo si sia fermato e applicano “leggi” disumane. Vogliono essere rispettati ma non rispettano le scelte altrui, esiste solo la loro religione e niente altro, esistono solo le loro tradizioni e niente altro.
    No, non deve morire, nessuno dovrebbe morire in nome di una religione, tanto più che Allah non ha certamente parlato di morte, ma sono gli uomini che interpretano la religione a loro piacimento!!
    Grazie per quanto hai scritto cara Carla. Ciao, Pat

  7. certi modi di vedere il mondo e la vita sono assolutamente incompatibili con quelli occidentali… checchè ne dicano coloro che predicano l’integrazione a tutti i costi ignorando la realtà dei fatti. Spero che alla fine sia graziata ma… nel frattempo aspettare non è anche peggio ?? 🙂

    • L’attesa è già morte, concordo. Pensa a chi viene giustiziato anche dopo 20 anni. La diversità di culture non sempre si miscela ed è così che vengon fuori situazioni prive di umanità. Un abbraccio. Carla

  8. Io credo che nessuno meriti di morire, tantomeno per motivi religiosi, ma l’uomo si è sempre arrogato il diritto di giudicare gli altri, dev’essere più forte di lui. Non voglio entrare nel merito della discussione perché mi comporterei anch’io da giudice, e nella mia vita l’ho fatto veramente poco. Ma in linea generale credo non condannerei a morte nemmeno un assassino, togliere la libertà per tutta la vita, a meditare sui propri crimini mi sembra già sufficiente, altrimenti non si finirebbe mai di uccidere.

      • Hai perfettamente ragione Carla. È già assurdao che sia stata emessa una sentenza di condanna a morte per l’aver abbracciato una religione diversa dall’islam. Purtroppo la tolleranza e la democrazia non si trovano ovunque e come dici tu ci sono tante altre Mariam nelle stesse condizioni. Bisogna continuare a lottare per tutte loro!

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