… e cammino tra le parole …

Convertire desideri ed immaginazione in un racconto, sintetizzare un concetto importante, imprigionare se stessi in una poesia, è un po’ come disporre di una bacchetta magica, capace di regalare e regalarci la magia del sognare. Le pagine custodiranno, senza possibilità d’alterazione, l’emotività di un momento, il crepitio di una passione inaspettata, la genuinità dell’affacciarsi sul mondo, la saggezza di chi ha attraversato il tempo, incontrando i tanti volti del vivere. A 80, 90, 100 anni (si spera, scortati da una buona salute psicofisica) nel rileggersi si riassaporerà il gusto frizzante della scoperta, della trasgressione, della maturazione, di un’evoluzione che ha sempre trovato il coraggio e l’energia per affrontare ogni tornante. Le parole “scritte”, non in pochi casi, eviteranno l’imbarazzo del faccia a faccia nell’esporsi, permettendo, a chi non sa trovarne di proprie, di prenderle in prestito da chi sa esprimersi con attenta semplicità. Quando il mio sguardo scivola tra le pagine di un buon libro, mi sento come se assistessi ad un prodigio e, distante da spazio e tempo, viaggio accarezzando la sensibilità di chi le ha scritte, avvertendo la sensazione di una conoscenza personale dell’autore. Ricordo quale diverso peso fui capace di attribuire agli scritti di William Shakespeare, dopo aver visitato la sua casa, nella cittadina di Stratford-on-Avon, nel Warwickshire in Inghilterra. Gli ambienti dell’abitazione, i profumi del legno, i particolari, apparentemente più insignificanti, erano come un film già visto, senza averne coscienza, da sempre ero stata in grado di esplorare l’animo di un uomo vissuto nella metà del 1500, di immedesimarmi al punto di sentirne le angosce o le vibrazioni di una felice quotidianità che, in quel momento, osservavo e potevo sfiorare con la punta delle dita. L’immortalità delle narrazioni è la vetta alla quale aspira ogni scrittore, a possedere un sasso, liscio e perfetto, sul quale scolpire la propria essenza, destinato a spostarsi, verso l’infinito, in ogni angolo del pianeta, testimoniando le sfumature di un uomo che trasporta un frammento di “storia”. Come un umile “scriba” anch’io incido le mie “tavolette”, senza pretese di fama o ricchezza, quanto per l’esigenza di non lasciar morire tra i labirinti del mio “io” l’amore che mi possiede, l’esuberanza del mio animo, un vulcano che borbotta e in fase eruttiva sputa sorrisi e voglia di tenerezza. L’esistenza di un “corpo” è limitata e, non è un segreto per nessuno, il momento della resa a chi ci ha concesso di possederlo, arriva senza preavviso … per me è rassicurante sapere che mi sarò guadagnata la presenza nei giorni di chi mi ama, di chi verrà dopo di me e potrà conoscermi non solo come una algida ed ingiallita  fotografia.

Carla

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20 thoughts on “… e cammino tra le parole …

  1. Bellissimo post ,specialmente il punto in cui descrivi come ti senti quando leggi un libro!
    come te quando leggo sono in un mondo tutto mio dove vedo luoghi che non vedrò mai e visi che mai conoscerò!
    la lettura è sempre stata oltre che la mia passione principale anche la mia ancora di salvezza in certi momenti.
    Un abbraccio forte Carla
    liù

    • È una grossa zattera sulla quale trovar salvezza anche scrivere…. I vostri blog sono sentieri curiosi, passionali, ironici, ragionati e sapere che dietro ci sono persone comuni, credimi, li rende ancora più preziosi. Baci. Carla

  2. Concordo con il tuo scritto… Il mio più grande timore, dopo aver condensato in uno scritto, soprattutto in una poesia, i miei pensieri, le mie immagini, è quello di non saper più, non dico riprodurre perché la chimica emotiva è effimera, ma almeno ricordare l’innesco che l’ha determinato… Per ora ci riesco, ma con il tempo chissà…

  3. “Quando il mio sguardo scivola tra le pagine di un buon libro, mi sento come se assistessi ad un prodigio e, distante da spazio e tempo, viaggio accarezzando la sensibilità di chi le ha scritte…”
    bellissime e condivise sensazioni, tra lettore e autore si stabilisce un legame che supera il tempo.

  4. Anche io passeggio tra le parole dei libri che leggo, è una senzazione curiosa ma meravigliosa…E passeggiare tra le tue parole è incantevole, meno male che il vulcano che è in te lo hai messo su queste pagine, altrimenti non ti avrei conosciuto.
    Le parole servono al mondo come chi le sa usare, come te.

  5. Hai un vero talento per la scrittura, comincio a pensare che tu sia una professionista che ci regala perle come fossero briciole di pane. Il tuo pensiero, sempre profondo, è espresso con una semplicità disarmante. Buona serata Carla.

    • Sei incredibilmente generoso, vorrei essere ciò che tu dici, ma a parte i libri stampati, senza vedere un centesimo, sono solo contenta di scrivere e di esser letta con un sorriso. 🙂

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