La Staffetta dell’Affetto … chi mi segue?

La mia fantasia, stasera, indossa delle coloratissime scarpette da running e, per dar conto al cuore, che crede nella forza dell’amicizia, inizia a correre una “Staffetta” immaginaria che mi piacerebbe riuscisse a toccare un numero di mani impensabile …

Le regole?

Quattro, semplicissime :

  1. Menzionare chi lo ha consegnato
  2. Indicare il NR. progressivo
  3. Dedicare un pensiero affettuoso, a scelta, a chi, spero, vorrà proseguire la “corsa”
  4. Avvisarlo.

 

Il mio dono è il seguente:

 – La tenerezza di Dio –  di un anonimo brasiliano

Questa notte ho fatto un sogno … Ho sognato che camminavo in riva al mare con il mio Signore e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita. Per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia quattro orme: le mie e quelle del Signore. In alcuni tratti, però, proprio nei giorni più difficili della mia vita, ho visto solo due orme. Allora ho domandato: “Signore, ho scelto di vivere con te e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me. Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili!”. E lui mi ha risposto: “Figlio mio, tu sai che io ti amo e che non ti ho mai abbandonato. I giorni in cui tu hai visto solo due orme sulla sabbia, sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio”.

Consegno la “Staffetta” al NR.2 “Mfantuz http://ipensierielepoesie.wordpress.com allegandoci un sorriso.

Carla

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19 thoughts on “La Staffetta dell’Affetto … chi mi segue?

      • Allora…
        Ero ricoverata in ospedale , ancora non si era sicuri di cosa avessi, o almeno a me non l’avevano ancora detto; viene il medico e mi dice che devono prelevare dei noduli dal collo, il chirurgo mi spiega che mi tratteranno in anestesia locale, sono troppo debole per la totale; calcola che avevo già subito un prelievo osseo, altri invasi esami, questo mi ha messo giù di morale. Dico:”Signore perchè, perchè? Mi hai dato una figlia dopo tanti anni, era cosa impossibile eppure è qui, è piccola…Signore ora mi lasci? Questo prelievo mi sa di cosa grave….” Mi alzo per andare in bagno e trovo un foglio sul lavabo, lo apro pensando ad un referto dimenticato. Non lo era, era questa preghiera, la leggo, chiedo se è di qualcuno, mi dicono di no, chiedo alle infermiere, nessuno sa come possa essere arrivata lì, era un reparto chiuso, sterile, non si poteva entrare. Mi temano le gambe e inizio a piangere. Subisco l’intervento, ma ci arrivo come un leone, sicura di avere Lui al mio fianco, l’intervento risulta complicato, ma rifiuto ulteriore anestesia, trovo un dolce infermiere che mi accarezza i capelli fino alla fine e mi rassicura in continuazione….Tu che dici? Lui mi aveva preso in braccio, non mi aveva abbandonato.

      • Piango, piango col cuore mentre ti leggo… Dio era con te, ti ha traghettata verso la vita accanto alla tua famiglia, a tua figlia. Non pretendo di insegnare nulla a nessuno, non impongo una fede che deve nascere da sola, ma spero, spero in una luce che tocchi tanti, tutti, sbaglio? Anni e anni fa, dopo un viaggio in aereo ho attraversato mezza Italia in auto per andare a San Giovanni Rotondo. Mia sorella pesava come una bimba, nonostante sia più alta di me, pensavo morisse, mi vedevo spegnermi sulla tomba di una 27 enne. Andai da Padre Pio. Ricordo il vetro della sua cella, zeppo di manate (io schifo da pazzi la sporcizia), le mie mani posate nel chiedere di prendere la mia vita al posto della sua. Mi sento mancare nel dirti che, senza spiegazione, nonostante tutti gli aiuti professionali inutili, qualche settimana dopo ha ripreso a mangiare, allontanando l’anoressia che la stava divorando. Ti sembrerò assurda ma il dolore degli altri, da quel giorno, è anche il mio. Ti abbraccio. Grazie per aver divido con me un momento prezioso. Buona notte amica mia. Carla

      • Non sbagli affatto, è una luce immensa se la si sa ricevere. San giovanni Rotondo, altro luogo che ho visitato, per un’altro motivo, il coma; una promessa fatta che non riuscivo a mettere in atto fino a che una mattina mi sono svegliata, e contro il parere di mio marito che in quel periodo non poteva lasciare il lavoro, sono salita in macchina, ho caricato Meli che ave 2 anni e ho fatto tutta una tirata fino a lì; dopo aver visitato la chiesa e ascoltato la messa, dove mia figlia ha tranquillamente assistito seduta ai piedi del sacerdote che espletava la funzione e con suo sommo piacere, sono andata alla cripta con mia figlia che scendeva le scale a picco da sola…da sola. Abbiamo dormito dalle suore e la mattina dopo siamo ripartite e tornate a casa in ottima forma. Quel viaggio sarebbe stato impossibile a sentire i medici, uno sforzo grande per la mia ancora debole muscolatura…ma io sentivo una grande spinta e dovevo andare. Grazie a te per avermi confidato questa parte tanto dolorosa della tua vita. Stringiamoci le mani e facciamoci forza, non abbandoniamo quella luce che come un faro ci guida nella notte della vita.

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