Angeli?

Gli Angeli, per chi crede nell’esistenza di una dimensione diversa da questa, sono esseri puramente celesti, voluti dall’Altissimo, con lo scopo benevolo di assistere l’uomo nel corso della maturazione spirituale ed attendere alle sue esigenze terrene. Il termine, di origine latina, Angelus, ma di derivazione greca, Anghelos, ha un significato intenso: Messaggero. Chi non vorrebbe ricevere Posta dal Cielo, curiosare tra i sentieri di quel che verrà, godere di un bonus da spendere per dissipare le incertezze. La mia percezione degli “Angeli”, che potrebbe apparire sacrilega e negare la loro esistenza, s’allontana da quella di creature alate, dalle piume imbastite di nuvole e le vesti di luce, accostandosi alle sembianze, una volta palpabili, di chi ho amato e che continua a camminarmi accanto, stupendomi con sonorità che possono far a meno delle parole. È chi ho vissuto, e mi ha amata, a proteggermi, a non nascondersi, squarciando quel drappo invisibile che ci divide, per sottolineare che non sarò mai sola, che l’affetto muta ma non si estingue. Non teme e quasi si diverte a palesarsi nei momenti non di mia solitudine affinché io possa parlarne, se ne sentissi il bisogno, senza essere tacciata di pazzia. La mia vita è costellata da fatti singolari, lo è sempre stata, penso di far parte di quella fascia di persone alle quali giungono, da lontano, segnali d’affetto. Sui primi pezzi inseriti nel blog aleggia il profumo di un “cherubino biondo” al quale non ho mai smesso di raccontarmi, nemmeno dopo aver saputo che aveva spiccato il volo, chiudendo guidasse la ragazzina, che sono stata, alla scoperta del domani. Durante un trasloco, piuttosto imponente, andarono perdute due sue lettere, le uniche che mi scrisse, prendendomi in giro in maniera smodata, tratteggiando una 17 enne assemblata in maniera scombinata. Si divertì ad inventarmi più strana di quella che sono ed io con lui, sapendolo lontano, anche se per poco, da una sofferenza che lo avrebbe schiacciato qualche mese dopo. Le cercai ovunque, in ogni dove, scivolando in una tristezza abissale, come fossero cadute in un inceneritore le sue carezze, gli sfottò tra fratelli che s’adorano. Diverso tempo dopo, sarei rientrata in quella casa, non più mia, in una vita sgretolata, con le spalle incurvate e l’animo piagato, per riprendere ricordi e null’altro, raccogliendo l’ultimo frammento di un lungo messaggio.

Due giorni prima

Siamo tutti a tavola, gli altri chiacchierano, io e mia sorella, sedute una davanti altra, no. È aprile e fuori fa caldo, le finestre sono chiuse e la temperatura in cucina è perfetta, quando, un misterioso spostamento d’aria passa tra il mio e il suo viso. È qualcosa di simile alla corsa di qualcuno che ti sfiora con un lungo mantello. Vedo i capelli di mia sorella spostarsi da sinistra a destra, sento i miei andare nella stessa direzione, i nostri sguardi si cercano, increduli … Nessuno ha notato nulla, solo io e lei! Suggestione?

Un giorno prima

Siamo in auto e sto guidando io, giungo al semaforo, davanti ad una piazza, attendo il verde per svoltare a sinistra quando, al lato passeggero, accosta un’utilitaria bianca, anni 80. Dovrà attraversare la piazza ed imboccare la lunga salita se andrà dritta o svoltare a destra, sempre a fine piazza, in ogni caso, sarà visibilissima ed a lungo. Alla guida, lo vediamo entrambe, non è una allucinazione, c’è lui, mi fissa e sorride. Ironizzo – Se non sapessi che non è possibile, direi che … – non termino la frase, scatta il verde, inizio a svoltare e l’auto si dissolve, non ci siamo che noi due, tutto sembra ibernato, sostiamo un istante, guardiamo nelle due direzioni, nulla, nulla di nulla, l’auto bianca non ha attraversato l’enorme spiazzo e sembra non esserci mai stata.

Il giorno dopo

Entro a casa, piango e stringendo nel cuore quegli eventi gli sussurro di non lasciarmi sola.  Sono trascorsi pochi minuti, afferrato un libro a caso, per svuotare la libreria, mi cadono sui piedi le lettere e la sua foto. Non è una combinazione, i libri li sfogliavo costantemente, per evitare che polvere e tempo li ingurgitassero!

Alati o no, spero che ciascuno di voi ne abbia almeno uno e che, usando la vista e l’udito del cuore, possa comprendere l’estensione del suo amare.

Carla

Annunci

15 thoughts on “Angeli?

  1. Per me gli angeli, sono “anche” quelli alati, ma quando giungono sulla terra, per chissà quale motivo, assumono aspetti diversi. Io ne ho incontrati molti, ne sono convinta, anche se qualcuno dice che sono un pò matta, io ci credo.

  2. Sai Carla, io credo che è proprio sulla terra, ma non vengono dal cielo, che esistono gli angeli. Possono avere varie sembianze e vari ruoli. Il ruolo principale, di solito, è quello di amico che sa ascoltare, sa asciugare le tue lacrime che altri possono causarti, mentre lui non ti farebbe mai piangere, non fa parte della sua natura.Ti ascolta e, se richiesto, sa consigliarti senza essere invadente. Ci sono altri angeli con ruoli diversi, meno impegnativi, sino ad arrivare a quelli di mera conoscenza, a volte, di soli incontri sporadici per la strada senza nemmeno scambiarsi un sorriso.
    Nella vita sono stato fortunato. Ne ho incontrato parecchi. La cosa potrà sembrare strana: ERANO TUTTE FEMMINE E TUTTE MOLTO PIU’ GIOVANI DI ME!
    Ciao, Buona serata e serena notte. Osv.

    • Terrestri ne ho incontrati pochi ma buoni, una é stata la nonnina eritrea … Il cherubino biondo si chiamava Daniele, è morto nel 84, doveva compiere 19 anni ed io ne avevo compiuto 18′, il giorno prima. Andai ad abitare davanti a casa sua che avevo appena 5 anni e da subito si comportó da fratello maggiore. Un angelo recente è volata via 1anno fa, lasciando un bimbo di 6 anni. Un giorno ti racconterò cosa riesce a far lei per far capire che non è andata via. Fai sorridere nell’ultima frase … Tu gli angeli li attiri col buon cuore… Si..si..si.. Un abbraccio

  3. Regalai a mia suocera un libro sugli angeli. Lei ci credeva molto. Io da piccola mi addormentavo sempre salutando il mio angelo custode che si chiamava Sigismondo. Poi crescendo, gli anni sono passati, e il mio angelo custode ha cambiato nome e ora si chiama Antonio: è mio padre.Serena notte Carla. Isabella

  4. Quando le percepiamo così chiaramente (ci sono comunque spesso nei periodi di maggior bisogno, secondo me) sono esperienze veramente speciali… dovrei continuare a scriverne anch’io, buonanotte Carla.

  5. Chissa’ se e’ un angelo che ha salvato la vita a mio marito, a volte me lo chiedo, comunque e’ vero, ci sono momenti nella vita che abbiamo bisogno di credere che c’e’ qualcuno che ci protegge, io penso spesso che mia mamma sia diventata un angelo, un bacione cara, Laura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...