Un tuffo nel passato, chi incontrare?

Vi capita mai di desiderare di fare un viaggio nel tempo e vivere, anche una sola giornata, nel passato? Sarà che m’invade un desiderio di “conoscere” improbabile da sedare e, ogni volta che leggo, la fantasia mette a fuoco immagini e personaggi, rendendoli quasi palpabili, a me succede di sovente. Avessi una simile opportunità, senza pensarci due volte, sceglierei un incontro con Garibaldi. Le sue gesta, il coraggio con cui ha affrontato situazioni, emotivamente e militarmente, non semplici da gestire, ho la certezza siano note a tutti, i testi scolastici non sono avari d’informazioni. L’uomo, con in cuore l’amore per la famiglia, gli amici, l’epoca storica e la magnificenza della terra che l’ha ospitato, fino all’ultimo, si possono cogliere solo visitando l’isolotto di Caprera. L’emozione è garantita! La casa dove dimorò, oggi, è uno splendido museo che custodisce, inalterati, i momenti di una quotidianità che avrei gradito gustare non in differita. E’ presente una prima piccola dimora, nella quale visse all’inizio del soggiorno, accanto alla quale fu edificata un’abitazione più grande e la stalla dove, ancora adesso, si possono ammirare le selle e gli strumenti da lavoro. La casa per tutta la famiglia è rimasta quasi intatta, la sala nella quale riceveva gli ospiti, l’antica scrivania, la camera da letto che divideva con Francesca, la seconda moglie, le camerette dei figli ( diventò padre diverse volte, di Teresita con Anita, sua prima moglie, di Anita con Battistina, la giovane governate con cui intrecciò una relazione, di Clelia, Rosita e Manlio con Francesca ) e una infinità di oggetti personali ai quali, a giudicare dalle condizioni in cui sono giunti fino a noi, doveva tenere davvero tanto. È impressionante vedere il letto ortopedico o le carrozzine, utilizzate per spostarsi dopo la lesione alla gamba, cose non fantascientifiche nemmeno per quegli anni, ammirare il vecchio poncho color sabbia, il mantello rosso, la camicia bianca e gli stivali, il binocolo, le sciabole, i fucili dell’epoca, il letto da campo e una ciocca di capelli tra il biondo e il rosso. Ciò che tocca il cuore e fa capire che anche un eroe può essere un uomo tenerissimo, tuttavia, è l’odore di sensibilità e umiltà che trasuda dalle pareti,  i giocattoli che regalò ai bambini, i loro ritratti, le fotografie di alcuni uomini che lo seguirono nella spedizione dei mille, un vecchio organetto con i dischi di cartone, che permetteva di ascoltare la musica, sua grande passione, e tre candele tricolore che, durante un soggiorno negli Stati Uniti, fabbricò nella bottega di Meucci. Intatta anche la cucina con un enorme camino e comodità che oggi fanno sorridere ma, ai tempi, di grande lusso, quali tegami pregiati, un girarrosto e la pompa che portava l’acqua direttamente nell’abitazione. La visita termina là dove la vita del Generale si spense, l’ex sala da pranzo, trasformata nella stanza da letto dove volle essere trasferito prima di morire. L’atmosfera è malinconica … una cristalliera piena di farmaci, la carrozzina e un letto bianco, protetto da una teca di vetro, rivolto in direzione di un’ampia finestra dalla quale ammirare le coste della Corsica, un calendario fermo al giorno della sua scomparsa, 2 giugno 1882. Sarei felice di ritrovarmi faccia a faccia con l’uomo dai capelli e barba canuti, seduti sotto la quercia secolare del giardino, intenta a sfogliare qualcuno dei suoi pensieri, pronta ad estorcergli aggettivi per descrivere l’amore per panorami inimmaginabili, capaci di stregargli il cuore.

Carla

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24 thoughts on “Un tuffo nel passato, chi incontrare?

  1. Hai ragione è molto bella la sua casa e tutto il paesaggio attorno, si capisce molto delle persone anche solo dai particolari….. buona serata Carla 🙂

  2. anche io ieri pensavo a garibaldi 🙂 ero a quarto da dove è partito con i 1000 e penso che oggi uomini con con quella verve non ce ne siano piu’.. ma dove rimane questo museo a caprera???… io se tornassi indietro non saprei in quale epoca mi troverei.. nel medioevo avrei 1000 difficoltà di adattamento e morirei prima dei gg miei… se dovessi lavare i panni a mano con l’acqua gelida.. senza contare che se le ragazze con i capelli rossi venivano messe al rogo.. sarei stata proprio spacciata… forse come stile abbigliamento negli anni 50 … x provare l’emozione di vedere il ns paese nel benessere economico 🙂

    • L’isolotto è piccino, trovare il museo è facilissimo. Hai i capelli rossi? Sai che da bambina li sognavo ricci e del tuo colore? Oggi mi consolo al pensiero che li ho ancora miei naturali, ma odio il liscio totale, resistente anche al riccio fatto col ferro…. Un abbraccio

  3. Io vorrei trascorrere una giornata con Giacomo Leopardi, scostare dalle finestre del suo studio le pesanti tende e spalancarle, vorrei affacciarmi insieme a lui a guardare il cielo azzurro, il verde intorno e dirgli che non si può essere così malinconici di fronte a cotanta bellezza e che di Silvie ce ne sono tante altre 😉 Buon fine settimana Carla ❤

    • Io sono stata nella casa di Leopardi, la sua stanza si affaccia su una piazzata da dove vedeva Teresa, conosciuta come Silvia. Amo il suo indiscusso talento, offerto a tutti noi affrontando torture psicologiche senza pari, inflitte dal padre. Un abbraccioooooo ….

      • Sai che mi piacerebbe saperne di più? Mi mandi via mail un link oqualche titolo di libro da consultare?

      • Se trovo libri degni di nota ti farò sapere ma credo esista un solo modo per togliersi ogni curiosità, andare in quella casa. Se ti va, ti racconto via mai, appena riesco a dedicarmici bene, quello che ho scoperto tra quelle mura. Era un uomo infelice, devastato da ciò che suo padre aveva fatto con lui e i fratelli. Un bacio

  4. Non c’è un tempo preciso in cui mi piacerebbe essere. Penso sia importante poterlo fare con le conoscenze attuali, se nel passato: sarebbe divertente.
    Bentrovata.
    Un sorriso per la giornata.
    ^__^

  5. L’impressione che avevo avuto ieri sera leggendo questo tuo post a sprazzi era esatta. Hai raccontato le tue sensazioni con l’emotività descrittiva che nessun cronista o storico avrebbe potuto avere. Attraverso l’ambiente dove ha vissuto l’ultimo tratto della sua vita terrena hai intrecciato la figura del combattente, dell’eroe rivoluzionario del patriota di ogni popolo oppresso a quella dell’uomo, del padre, del compagno che tante donne seppe amare, quindi, anche le sue debolezze. Il tuo, è stato un modo di raccontare che hai visto non solo con gli occhi del corpo ma con quelli, molto attenti, della fantasia frammista a realtà, come una scrittrice di razza che mi appare sempre di più leggendoti. Meriti sicuramente da tutti quelli che ti leggono i complimenti più vivi!

    Quanto al personaggio, se non lo avessi già incontrato, avrei scritto PERTINI. Avendo avuto l’onore ed il piacere di conoscerlo al tempo in cui era presidente della Camera dei Deputati qualche tempo prima della sua elezione alla Presidenza della Repubblica, vado indietro nel tempo e, scegliendo un personaggio storico, se potessi, incontrerei Cavour, figura che ammiro soprattutto per la sua intelligenza ma anche per il modo in cui ha saputo da sottilissimo ed intelligente diplomatico conquistare la fiducia con la quale ha potuto partecipare, alla pari, a consessi internazionali che hanno aperto le porte all’unità dell’Italietta frammentata rendendola, da vivo, quasi unitaria territorialmente. Vorrei rimproverargli di non avere saputo o potuto fare ciò che teorizzava D’Azeglio: dopo l’Italia o, forse meglio, contemporaneamente bisognava fare gli Italiani, cosa che nessuno, poi, nè prima, nè, tanto meno, adesso ha saputo o potuto fare:

    • Resto estasiata dal tuo incontro con Pertini, per me uomo senza pari. Avrei, come credo tanti, il piacere di leggere di quel momento, di quale impressione ti abbia lasciato, di smussature che solo i tuoi occhi hanno saputo cogliere …. Il nostro paese, ora discarica umana, è stato attraversato da grandi, dai quali, pare, nessuno ha imparato nulla. Un abbraccio. Carla

      • Per comprendere che cosa mi è rimasto di Sandro Pertini nel cuore e nella mente, potresti leggere ciò che ho scritto sul mio blog il 16 aprile 2013 nel post dal titolo “Un settennato da dimenticare”. Verosimiolmente allora non ci conoscevamo ancora e non lo avrai letto.
        Ciao, Carla. Oggi il meteo è stato clemente, c’è stato il sole che avrà asciugato i sentieri e, quindi, spero domani di potere salire un po’ in quota per sentire la VOCE DEL SILENZIO e non accendere che a sera il PC, mio fedele compagno ed amico con molti nemici, detrattori, ed indifferenti, peggiori dei detrattori che hanno il dovere di farsi individuare per commentare.
        Al mio rientro a casa, domenica 11, il giorno successivo al mio compleanno, cambierò molte cose nei rapporti con gli iscritti al mio blog che, anche se dimezzati in marzo, sono ritornati allo stesso numero mentre ce ne sono altri 161 che chiedono di poter entrare e, per adesso, possono solo leggere. Ci saranno molte sorprese incominciando dall’eliminazioine dell’insignificante mi piace che viene utilizzato talmente a sproposito che, a volte, scatta a qualche secondo dalla pubblicazione del post senza avere avuto sicuramente nemmeno la possibilità di leggere la prima riga. Ma non sarà l’unica novità. Ciao, buona serata e buon fine di settimana speriamo col sole per te e per me. Un abbraccio. Osv.

      • Leggerò quel post, con l’attenzione che merita. Spero di non sparire dai tuoi contatti, se però accadrà, per lasciarti scrivere libero dallo stress di seguire tutti, sappi che per me non cambierà nulla, non smetterò di leggerti, trovando tra le tue parole lo spunto per riflettere e darmi tante risposte. Un abbraccio e buona domenica … 🙂

  6. Un buon motivo per conoscere di persona Garibaldi , sarebbe per capire cosa lo ha mosso in realtà….
    Ma un uomo che ha sempre voluto portarsi “oltre”, forse non ha neppure nulla da spiegare: o lo segui o lo stai a guardare, ma non sarai mai indifferente.
    Un abbraccio
    Giancarlo

  7. Molto bella questa tua descrizione della casa di Garibaldi ,tanto che mi hai incuriosito e stimolato nell’andare a visitarla non essendo stata mai a Caprera. Mi è piaciuto anche quel mettere in evidenza il suo essere oltre che Generale anche e comunque uomo, con i suoi amori e la sue sofferenze. Per quanto riguarda me, mi sarebbe piaciuto conoscere Van Gogh, per poterlo vedere all’opera, mentre metteva la sua anima tormentata in ogni quadro che dipingeva. Un abbraccio. Isabella

  8. Che bello questo tuo desiderio e bellissimo e’ il racconto e la descrizione, anche a me affascina il passato, se potessi tornare indietro vorrei vivere un giorno a Firenze ai tempi di Dante, un bacione e buon lungo weekend, Laura.

  9. Non vado troppo lontano (sogno spesso l’antica Roma che sceglierei per trascorrervi una giornata), vorrei conoscere il mio trisavolo di cui si raccontano storie incredibili: bellezza, forza, tanti figli (leggittimi e no), sette mogli, tante amanti, domatore di cavalli. Morto ancora giovane per salvare un nipote. Ecco la contraddizione nella sua vita avventurosa, mi piacerebbe davvero sapere chi era nel profondo della sua anima.

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