Quant’è ripida questa salita!

È proprio vero che nella vita, per le persone comuni, nulla piove dal cielo, tutto, proprio TUTTO, si guadagna col sudore, facendosi carico di sacrifici più o meno importanti, sopportando, con il giusto spirito, la fatica. Ti svegli la mattina e, anche se l’atmosfera attorno è radiosa ed ogni cosa parla di pace, sai che dovrai indossare le scarpe più comode a tua disposizione per affrontare la camminata. Poco importa se fuori piove e t’inzupperai come un pulcino o un sole assassino farà lesso anche l’ultimo pensierino che, schiacciato in un angolino del cervello, implora pietà. È la realtà! Me lo ripeto ogni giorno, eppure, questa verità non mi consola, suppongo non consoli tanti. Osservo chi, senza muover neppure un dito, ha le mie stesse cose, quelle della maggioranza delle persone, se non di più, e il mio senso di giustizia protesta un attimino. Mi vergogno come una ladra nel provare un sentimento poco nobile, l’invidia, mista al disgusto per una condizione umana, diffusa ed intaccabile, figlia della decomposizione morale. Le mete che ciascuno si prefigge di raggiungere sono, senza dubbio, le più svariate ed arrivare a conquistarle comporta equipaggiarsi con mezzi poco sofisticati e robusti. Il mio zaino, che non poso mai, ne contiene una quantità enorme. Guardo avanti e poi alle mie spalle, rendendomi conto che la strada percorsa non è superiore a quella che ancora rimane, che la vetta è lì, confusa tra le nuvole, e che potrò smettere di preoccuparmi solo quando dalla cima scorgerò la discesa alla quale abbandonarmi senza affanni. Non si è mai soli a guardare l’orizzonte, a confidare in uno stesso sogno, in un domani “più equo” al quale manca solo l’esatta collocazione nel tempo. Non sono un mollusco, non lo è chiunque ascolta il battito di un cuore guerriero che non getta la spugna, nemmeno quando si spengono i riflettori e regna il buio. Ciascuno con la sua croce, oggi, perirà con l’Uomo dei dolori, rammentando le umiliazioni e i torti subiti, perdonando l’imperdonabile, affrontando con coraggio il calvario in direzione di una nuova vita. Il mio auguro è che tutto il bene che l’animo umano riesce ad immaginare e a desiderare possa Risorgere, in questa vita, elargendo serenità e gioia, un’anticipazione di “Paradiso”.

Carla

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9 thoughts on “Quant’è ripida questa salita!

  1. Il senso di giustizia non è un sentimento o una spinta di cui vergognarsi. Io credo che per quanto possano essere duri e pesanti i momenti e i passaggi che incontriamo nel nostro cammino, nessuno ha davanti a se qualcosa che non ha le forze di superare.

  2. La salita è davvero ripida, irta di ostacoli ma una volta raggiunta la cima lo spettacolo mozza il fiato. E non è più importante se il cammino è stato impervio, se il passo è spesso franato e se talvolta si è caduti. La Vita è tutto questo.
    C’è dentro noi un battito che alimenta la gioia e spesso ci consola.
    Mai smettere d andare avanti, mai smettere di crederci ancora.
    Serena Pasqua cara Carla, con infinita gioia 🙂
    un abbraccio
    Affy

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