Profumo di pulito

I segni lasciati dalle vecchie “scottature”, spesso, sono talmente visibili che anche il solo pensiero di riesporsi ai “raggi solari” è da delirio! Istintivamente si cerca difesa con una crema solare che, indubbiamente, risparmierà dalle ustioni, ma non consentirà di raggiungere l’abbronzatura desiderata. Chi non ha provato, sulla propria pelle, il “fuoco” di una delusione può non comprendere il disperato desiderio di una barriera in grado di scongiurare quel tremendo calore e le imperfezioni cutanee, inevitabilmente, incancellabili. La mente, offuscata dai timori, innalza una barriera che consente la visione del mondo, ma non il diretto contatto con esso e l’animo accetta l’assenza di quel colorito ambrato che conferirebbe un aspetto sano, molto più gradevole del giallo malaticcio. – L’importante è non soffrire – l’unica attenuante che, in quelle occasioni, si è capaci di sfoderare! L’assenza di azzardi, il non esporsi a rischi, al mettersi in gioco senza censure, effettivamente, d’idilliaco hanno ben poco, al contrario, trasformano il vivere in un mielato e monotono vaniloquio con noi stessi. Così, ad ogni quesito corrisponde una risposta appagante o silenzi, che al massimo possono insinuare un dubbio in più ma non sfigurare al pari della brace incandescente. Per un lunghissimo periodo, schifata da relazioni umane che valutavo importanti, sono entrata a far parte della grande famiglia dei costruttori di “habitat asettici”. Nulla e nessuno doveva turbare la pace del mio pensiero, insozzare con gesti o frasi inopportune, l’equilibrio che col tempo andavo creando … La permanenza illimitata era accordata ad una ristretta cerchia di persone e, benché concedessi sempre libero accesso, al mio STOP… tutti fuori, serrande abbassate! Poco ospitale? Senza dubbio … ma innegabilmente sola “timoniere” della mia imbarcazione! Nella confusione, offerta da tanta gente che transitava e lasciava di sé qualcosa per farsi ricordare, solo “poche anime” a dar senso “vero” al mio pellegrinare di piccola mortale, a colmare i vuoti di strappi caritatevolmente non ricucibili. Il desiderio di legami stabili, all’altezza delle più recondite aspettative, dal “profumo di pulito”, non si può insabbiare, riemerge, bussando al cuore con fare insistente. Nello schiudere l’uscio, è inevitabile, il riaprirsi delle danze, l’esigere qualcosa di generoso ed intenso, diverso dal miserabile artefatto, confidando in una maturità un po’ più attenta e selettiva capace di sgamare le fregature.

Carla

 

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10 thoughts on “Profumo di pulito

  1. Esperienza…. si chiama esperienza.
    Chi non ha fatto esperienze negative?
    Poi, con sensibilità e buon senso, cambia il modo di aprirsi, ma non sempre cambia in meglio.
    A volte correre il rischio di una fregatura è più consigliabile che tener chiusa la porta…
    Un abbraccio
    Giancarlo

  2. Si spera sempre….ma non è per niente facile, però non ci si può isolare per questo…..anche se ogni tanto c’è qualche fregatura, ne vale sempre comunque la pena! 🙂

  3. Le delusioni bruciano forte, quando si rimane scottati si innalza un muro per evitare di scottarsi ancora, ma nello stesso tempo si perde “vita”, si perde la possibilità di fare esperienze nuove che potrebbero essere molto più che positive. E allora apriamola quella porta, anche se più cautamente!!!
    Un abbraccio cara Carla e sinceri auguri di Buona Pasqua, serena e colma di pace!!
    Patrizia

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