La Bambola

Parecchi anni fa, quando ne avevo 17, per l’esattezza, mia madre mi regalò una bambola. Nonostante l’età adulta, non era la prima volta che ricevevo un simile dono, l’amore per questo genere di pensieri, infatti, indirizzava ed indirizza, ancor oggi, chi mi conosce verso scelte di sicuro gradimento. La Bambola in questione mi fu donata senza attendere una ricorrenza particolare, mamma era uscita a fare le solite compere e nella vetrina di un negozio, che trattava oggetti di porcellana, bomboniere e varie, vedendo esposte svariate “Bimbe”, dagli abitini curati nei più piccoli dettagli e volti dalle espressioni umane, si lasciò sedurre da una in particolare, acquistandola. Tornata a casa, raggiante di potermi sorprendere, la posò, ancora impacchettata, sul mio letto, attendendo il mio rientro da scuola.       – Appena l’ho vista ho pensato a te … spero ti piaccia! – disse, indicandola. Spacchettai quel grosso fagotto, con lo stesso entusiasmo di un bambino, travolta da una curiosità viva che, nel ritrovarmi in mano quella “creatura”, si fece sbigottimento. Aveva un qualcosa di familiare che m’infastidiva ma non riuscivo a capir cosa! Guardai mamma e non servirono parole, da sola realizzò che avevo apprezzato ma era necessaria una spiegazione. – L’ho comprata perché il suo volto, i suoi grandi occhi scuri e le labbra che accennano un sorriso, mi fanno pensare a te da piccolina … – chiarì, con gli occhi illuminati di felicità. L’abbracciai, comprendendo il valore affettivo di quel gesto, ma l’antipatia per quel bambolotto, che mi rendeva eterna bambina, non svanì rapidamente. Ora che i 17 anni non ci sono più e sono una donna, che aspetta al varco l’invasione barbarica delle rughe, non provo che piacere nel possederla. Ho chiaro l’amore che mia madre ha per me e mi lusinga che il suo animo riesca a vedermi perfetta e così bella. “Ti voglio bene mamma ed ogni volta che in me intravedo un tuo modo di fare, una tua passione che in qualche modo ho fatto mia, nel più profondo, in un dolce silenzio, ti ringrazio!”.

Carla

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21 thoughts on “La Bambola

  1. Un dolcissimo ricordo, certi gesti si apprezzano pienamente solo dopo, con gli anni.
    p.s.
    l’espressione “che aspetta al varco l’invasione barbarica delle rughe” è da oscar!!!!! 😉

  2. Ciao, Carla. Per esperienza, posso dirti che le mamme non fanno mai nulla per caso. Come oggi tu, ce ne rendiamo conto, ricordando piccoli episodi, molti anni dopo. A volte, come successe a me, quando lei ormai non c’era più ma lei ebbe lo stesso la facoltà, in un modo speciale, non in sogno, di farmi comprendere che lo aveva capito, che lo sapeva. Buona serata. Osv.

  3. Non ho mai avuto una madre come la tua,chi pensava a comperarmi qualche giocattolo sino agli 8 anni era mio padre! I miei rimpianti sono tutti per lui.

    • Mia mamma, oggi, sa abbracciarti e baciarti, quando ero piccola, era affettuosa ma a modo suo, coccolandoti con una certa distanza. Mio fratello è stato più fortunato, forse, era più espansivo e la invogliava a buttar giù le barriere. I miei genitori sono straordinari, hanno lottato per averci, mamma ha fatto cure su cure, quindi, non avendo 20 anni ci hanno vissuti come un dono infinito. Ti abbraccio e con te il tuo papà, che ha lasciato nel tuo cuore un sano amore. Carla

  4. Sono i piccoli gesti, inaspettati, a fare la differenza. Le piccole cose che in realtà poi così piccole non sono. Per fortuna esistono ancora persone in grado di stupire e di stupirsi a loro volta.

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