Questione di gusti?

Accade di non essere in vena di discorsi “mattone” o “forchettone” che pizzica la coscienza, di volersi muovere tra considerazioni sullo “stupidotto andante” che non disturbano alcuno e che, secondo l’umore o il contesto, provocano risate di pancia o esilarante ribrezzo. Mia sorella, la mia più grande amica, trova spassosa l’esposizione delle stranezze nelle quali m’imbatto e si diverte nel vedere quanto possa soffrire nel subire, senza vie di scampo, determinati raccapricci.  Di cosa parlo? Di movenze e gusti discutibili, ostentati con una disinvoltura da Oscar. In cima alla lista, delle cosine che proprio non apprezzo e comprendo, due particolari delle mani, una maschile e l’altra femminile, che qualche volta si nota in ugual modo sui piedi. Avete mai fatto caso a quello che io definisco il “maestro di scherma”? Un tipo pulitissimo ed inappuntabile che, però, ha l’unghia del mignolino che sembra un coltellino svizzero poco affilato. La utilizzerà per imburrare il toast la mattina? Per liberare da eventuali ostruzioni le vie uditive? Per accurate pulizie di primavera nelle vie respiratorie? Potrebbe essere uno stimato chirurgo in abiti civili e l’unghiotto un rudimentale bisturi pronto per ogni evenienza! Mah … Altro personaggio da menzionare è la donna affetta dalla “Sindrome di Casanova”, non il rinomato seduttore ma il mago. Creatura incredibile, mimetizza, con una maestria imbarazzante, sotto vivaci pennellate artistiche, le magagnette di una scarsissima cura. Talune sono tanto capaci da meritare la promozione da Casanova a Copperfield! Ci siete arrivati? Ma siiii, è lo smalto che nasconde il sudiciume di unghiette che hanno sezionato un motore, rosicchiate, dalla manicure fatta, una volta al mese, a sciabolate d’ascia. Gli arti inferiori non mostrano panorami migliori … zanne da primato occultano pallette di cotone anche ad agosto! Due mani di un colore decisamente coprente e via, il gioco è fatto … Che dire dei “lama”? Ne esistono pure di sesso femminile, sapete? S’allenano al “tiro allo sputo” e non ci sarebbe nulla di male se lo facessero sui tappeti, sulla veranda, nei luoghi può estrosi, ma a casa loro e non per strada. Una passeggiata può trasformarsi in una nevrotica caccia al tesoro di cm quadrati puliti, dove piazzare i piedi. Commenti? Uno solo – Mmmmm, che classe! – Qualcuno è cosciente d’essere poco raffinato nell’abbandonarsi ai propri istinti primordiali ma se ne frega, qualche altro è gaurro nel dna e non ci fa caso. Un esempio? Ritrovarsi lo slip che da fastidio perché posizionato strano non è un evento alieno, capita a tutti, la maggioranza di noi, ne sono sicura, trova un angolino per espletare l’operazione, altri NOOOOO, infilano la mano nel punto dolente e, alla faccia degli spettatori, una tirata decisa all’elastico e rogna risolta, con tanto di schiocco sulle chiappe … che raffinatezza! In alcune occasioni anche il semplice esprimersi può creare imbarazzo nei presenti. Il ristorante affollato, il bimbo che corre come un furetto e la madre che strilla come un’aquila – Devi fare la cacchina amore? – o, dopo una risatina isterica, affonda il naso nel pannolone del neonato per verificare la presenza di depositi. Un controllino o la domanda al piccino in maniera discreta no eh? Chicca delle chicche il macho, con catenone d’oro al collo, che in spiaggia, in totale relax, dopo aver ingurgitato un panino formato famiglia, farcito con ¼ di bue e salsa piccante, ed essersi scolate due lattine gemelle di birra , si concede un rutazzo da brivido. Il cervello in sciopero non gli suggerisce che gli schiamazzi dei bambini non coprono rumori molesti e che la brezza trasporta altrove il gas nervino prodotto in altra sede. L’odore di discarica porta al suo ombrellone, anche se fa il vago! Un quartino di idraulico liquido, ecco cosa non devo dimenticare di portarmi al seguito, offrirlo potrebbe essere un nuovo modo per socializzare …. Perdonate la mia demenza, è voluta non innata!

Carla

 NB: Il termine “gaurro”, che potrebbe essere un’alterazione di una parola sarda italianizzata o più semplicemente un modo di dire tutto nostro, non lo so, rappresenta un personaggio allo stato grezzo, con modi d’interagire col mondo poco da lord, piuttosto istintivi.

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12 thoughts on “Questione di gusti?

  1. Un’analisi piuttosto esaustiva di soggetti che io definirei “CAVERNICOLI del 2014!”. Ciao, Carla, sei stata veramente bravissima e divertente per chi ha la fortuna di non incappare in gente del genere! Buona serata. Un abbraccio. Osv.

  2. Succede di vedere e sentire tutto ciò?
    Dove abito io non succede nulla di quanto tu descrivi…..
    Nel senso che in casa mia abbiamo usanze differenti :))
    Bisogna sopportare le persone moleste, occorre anche forzare un poco l’educazione….
    Un discorso un tantino lungo e pesante.
    Io non sopporto l’ascella fetida, ma neppure i tacchi troppo alti, chi attraversa la strada dove capita anziché sulle strisce, ma anche chi usa strombazzare in auto.
    Potrei fare una lunga lista, ma invece rido, perché la pochezza non merita rispetto.
    Un sorriso
    Giancarlo

    • Sei riuscito a farmi ridere… Non dirò mai dove ho visto e sentito gli animalucci, si dice il peccato ma non il peccatore, no? Come te reggo poco chi strombazza senza un motivo serio, che potrebbe evitare un disastro, chi passa a mezzo km dalle pedonali e ti fa pure i gestacci se non inchiodi al volo, chi tiene il volume della radio a palla, neanche fosse sordo quasi totale, i tacchi rumorosi delle donne e gli zoccoli grattati sul selciato di certi uomini… Mi calamitano poco le persone che non passano inosservate per un fare da zoo … Con tutto il rispetto per gli animali, amori miei. Un abbraccio.

  3. Sei un mito! Riesci a descrivere le “disavventure” dell’uomo con ironia e arguzzia, con simpatia e precisione. Grande osservatrice dell’uomo moderno (ancora nelle caverne però!).

  4. Con questo post mi hai strappato una bella risata!
    Da noi in provincia di Catania per definire il “Gaurro” usiamo la parola “Zaurdu”
    Se noti si somigliano un po’ 😉
    Ciao Carla,un abbraccio
    liù

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