La “mia” poesia

Curiosare tra le vecchie “paccottiglie” di famiglia, che sembrano accoppiarsi e riprodursi in soffitta, riserva sempre gradevoli sorprese! La memoria, incitata, dirada la nebbia che gli anni gettano sui ricordi e, qualche volta, affiorano particolari ignorati, capaci d’intenerire e far sorridere non solo con le labbra e con gli occhi ma col cuore. Scortata dal mio solito entusiasmo, qualche anno fa, frugavo tra oggetti vari, libri e documenti divorati dal tempo quando fui calamitata da una strana cartellina che emanava un terribile odore di “chiuso” – Altri documenti? Fotografie? Lettere?- mi domandai … Niente del genere! Conteneva un consistente mazzo di fogli ingialliti, alcuni battuti a macchina, altri scritti a mano. Una rapidissima occhiata e l’immediato “sequestro” mi diedero modo, tra le mura di casa mia, di analizzarne il contenuto e di comprendere che tra le mani avevo un gran numero di poesie scritte da mio padre. Pensieri riferiti alla realtà che avevo conosciuto da bambina, sensazioni tramandate oralmente, intimità che mi erano sconosciute, fluttuavano tra quelle pagine permettendomi di conoscerlo non come sangue del mio sangue ma come uomo, con le sue fragilità, vestito di dolore per la morte di suo padre, di gioia per i colori e gli aromi della nostra terra, di un amore puro ed acerbo per mia madre. Uno di quei preziosi pensieri era per me, una trentina di righe gettate su un foglio bianco, sbavate d’inchiostro blu, nell’attesa che io venissi al mondo, di un desiderio di paternità che da lì a poche ore sarebbe stato palpabile. Papà non è un uomo molto espansivo, quando si tratta di sentimenti, scoprirlo tanto tenero e sentimentale mi emozionò intensamente. Ritrovai le mie radici, la scintilla di tante mie passioni … Sono Sua Figlia!  … Grazie Papà …

A tutti i figli che il  Papà lo amano guardando oltre le nuvole, dedico questa bellissima canzone  www.youtube.com/watch?v=atag1LD_m9Y  che Manuela Dessì, una superba cantante sarda, mi ha spiegato di aver scritto per suo Padre che non c’è più.

Carla

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17 thoughts on “La “mia” poesia

  1. Ho la lacrimuccia 🙂
    Scrivi proprio in modo incantevole, leggerti è davvero un piacere!
    Da oltre le nuvole, qualcuno sarà sicuramente orgoglioso di te 🙂

    • Ciao Enrico, come stai? Ho letto con il solito piacere il tuo ultimo aggiornamento … A parte lo scrivere sul blog, quando riesci, hai novità? Ti hanno pubblicato qualche lavoro? Già sai che sarò una delle prime in coda per acquistare la tua creatività. Un abbraccio. Carla

      • Ciao Carla, complimenti ancora per tutti i tuoi post, sono affascinanti. Sono iscritto a pochi blog, pochi ma i migliori, come il tuo. A fine aprile mi pubblicano un racconto su ebook, ma come ben sai è tutto “work in progress”! 😉 A leggerci presto!! Un abbraccio!!!

      • Poi mi dirai meglio, già sai che lo vorrò leggere, vero? Sono contentissima per questa novità, il tuo talento merita davvero una strada lunga, larga e soleggiata da percorrere.

  2. Cerco spesso in quei cuscini ovattati una nuvola che assomigli al mio papà. Ho scatoloni chiusi dove ho raccolto tanti suoi oggetti, spesso li apro e sto lì con lui, piena di ricordi da amalgamare alla mia vita.
    E’ bellissimo questo post, hai ritovato qualcosa di te, qualcosa di lui. 😆
    un abbraccione
    Affy

    • Il tuo papà ha preso residenza nei tuoi pensieri e passeggia tra i sentieri del tuo cuore, sentendosi orgoglioso nel vedere che la sua vita sboccia ogni giorno in te. Grazie, grazie di cuore. Un bacio

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