Presentimento

“Presentimento è quella lunga ombra sul prato, un indizio che i soli tramontano: l’avvertimento all’erba spaventata che la tenebra sta per arrivare.” – E. Dickinson –

I miei “presentimenti”, purtroppo, raramente sono infondati. È come se leggessi un libro non ancora scritto o tenessi tra le mani un quotidiano che potrà essere acquistato soltanto la mattina successiva. Poteri paranormali? Macché! Piacevole poterlo credere, infinitamente dolce l’illusione di precedere di qualche passo il futuro e di poterlo pilotare, sormontando eventuali ostacoli. L’insolito “dono”, che di prodigioso non ha che le parvenze, è il frutto di un puzzle che una mente attenta compone inconsciamente, è un po’ come fare un calcolo elementare, 2+2, certi che il risultato potrà essere uno solo, 4! La “visione” di un percorso è spesso chiara e non un’immagine confusa e sfuocata, le percezioni minime ma costanti ed il disegno, a cammino avanzato, riesce quasi a comporsi autonomamente, senza il supporto del pensiero. Apro gli occhi ed il quadro è dipinto. Descrive, molto spesso, ciò che non voglia d’incrociare, sentire, vivere! Non ho tra le mani i pennelli né davanti a me la tavolozza con i colori, è chiaro, non sono l’autrice né l’ispiratrice, eppure quella tela è lì e so finirà appesa ad una delle pareti della mia casa. Vorrei che quello scorcio di futuro, del quale sento gli odori in lontananza, non mi fosse concesso di spiarlo solo per ciò che mi rattrista, desidererei potesse offrirmi l’attesa di una gioia, la certezza di una vetta, invece … invece la felicità arriva, sì, ma sempre in silenzio, cogliendomi di sorpresa, tanto che quasi non riesco a gustarla pienamente, stordita dal suo ingresso fragoroso. I mali, al contrario, avanzano senza fretta, sfilando in passerella, non smettendo mai di far pesare la loro presenza!

Carla

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2 thoughts on “Presentimento

  1. La presenza dei mali non cessa mai di esistere e li sentiamo più persistenti perchè sono i più difficili da affrontare e in fondo un po’ crediamo di meritarci quello che ci capita, quasi come se fosse il nostro “destino”. Dunque è bene concentrarsi sui pochi e brevi momenti di felicità per non far sì che la vita sia un susseguirsi di nefasti presentimenti che ci atterriscono. Post molto profondo, come sempre del resto. Un invito alla riflessione.

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