Perchè l’amicizia finisce?

È un interrogativo che somiglia tanto ad un “rebus”, la cui soluzione non ha regole predefinite ma soltanto quella generale: l’analisi dei fatti per come li abbiamo vissuti! Raramente un rapporto d’amicizia è sano e non viziato dall’egoismo e dalla supremazia velata di una delle parti. Il piatto della bilancia pende, visibilmente, sempre dallo stesso lato e solo chi è più “pesante” riesce a mantenere l’equilibrio essenziale a non sgretolare il tutto, gettando, nel lato opposto, ciò che io definisco “zuccherini”, miseri gesti capaci di dare l’illusione di un rapporto pulito. Il “forte” non lo è mai di suo, la sua grandezza è il risultato della capacità di nutrirsi della bontà del “debole”, inconsapevole pozzo dal quale attingere acqua limpida, un frutteto dal quale razziare frutti dolci e maturi. Il mio ragionamento non è figlio di un momentaneo stato di follia, che da un istante all’altro cederà il passo a parole idilliache sul tema “Il mio miglior amico …  la mia migliore amica”, di pensierini che è giusto riservare ai quadernini delle elementari. Scritti da un adulto meriterebbero l’anticamera per accedere ad una dimora, con vista giardino, alla NEURO. Siamo realisti, quante volte ci siamo ritrovati nella più lancinante solitudine a leccarci le ferite mentre l’amica/o era latitante? Ribaltando i ruoli, invece, noi stavamo lì a mangiare la polvere, a sputar sangue e versar lacrime, in nome dell’intoccabile amicizia! Siamo stati i soli a crederci, a metterci in gioco, senza paura di rischiare! Spalancando la mano si scova il malinconico pugnetto di mosche … magra consolazione! La sensazione d’essere stati usati non è delle più gradevoli, al pari di un fiume in secca, prosciugati fino all’ultima goccia, veniamo dimenticati e, senza grandi sensi di colpa, sostituiti con un soggetto ancora tutto da spremere. L’ipersensibilità del nostro animo ci porterebbe a sentirci depressi e sconfitti.  Nooooo, niente di più sbagliato! E’ il caso di gioire perché, senza muovere un dito, il destino ci ha scrollati di dosso il PARASSITA. La vera amicizia esiste ed ha un valore non quantificabile, basta saperla distinguere tra un cumulo di “patacche”!

Carla

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38 thoughts on “Perchè l’amicizia finisce?

    • Mi aspettavo un linciaggio di gruppo, eh …eh…eh …. Sulla mia giugulare hanno parassitato in tanti, tanto che ho pensato di essere stata scambiata per Madre Teresa o, nella ipotesi più bruttarella di aver tatuato in fronte “succhiami il midollo tanto sono cretina”. Grazie per far parte del gruppo dei cestinatori. Buona serata

      • Chiaro come il sole che tu hai offerto amicizia a chi non la meritava. Occorre fare anche una riflessione inversa, tuttavia. A volte il più debole offre la propria amicizia, per sentirsi “migliore o protetto “, cerca di sentirsi alla pari , magari pagando una cena, oppure frequentando con assiduità l’amico , o ancora magnificandolo presso conoscenti. Tutto ciò serve a far ingigantire la figura dell’amico e sostituirlo a quella forza che manca.
        Come vedi esiste il parassitismo in altri modi , non solo nel senso che tu hai magistralmente descritto.
        Potrei fare altre disquisizioni, ma non mi pare logico abbandonarmi a dissertazioni lunghe ed elaborate.
        Ci sarà tempo e modo in futuro.
        Un sorriso.
        Giancarlo

      • Mi farà piacere continuare il confronto, riconoscendo una verità non trascurabile nelle tue parole. Il debole, spessissimo, è solo buono di cuore e si fa intenerire dal bimbetto degli amici, prestandosi a piccoli e grandi favori, non solo, è dotato di una morale propria che non gli permette di far ricadere su una creatura, dolce ed affettuosa, l’ignobiltà dei genitori, che sono venuti fuori per quello che sono di botto. Il bimbo è un esempio preso a caso, a dimostrare che nessuno, sano di mente, si inzerbina per emulare personaggi senza anima. Io ne ho incontrati diversi, questo mi ha portata ad essere vergognosamente selettiva …. Buona notte e grazie …

  1. confermo: ha donato amicizia alle persone sbagliate, ma lo hai fatto per generosità, anche questo ti ha arricchita. Ciò che si dona non dobbiamo rivolerlo indietro, purtroppo talvolta ci si attende almeno riconoscenza, ma neppure questa arriva… pazienza, se c’è di mezzo un innocente, si spera che almeno lui possa godere di uno sprazzo di serenità.
    Dimmi se sbaglio di grosso!?
    Un abbraccio di solidarietà.
    Giancarlo

  2. A volte non ci rendiamo conto che le persone non vogliono né amici né amicizie, avere amici è impegnativo e non tutti volgiono impegnarsi eppoi, come farebbero a giustificare i loro errori?

  3. non sono completamente d’accordo, la vera amicizia specie al giorno d’oggi, secondo me nn esiste, io ho sempre visto che tra i 2 vi è sempre qualche piccolo interesse di mezzo. Anche incosapevolmente vi è sempre qualche scopo quando 2 iniziano un’amicizia, sia pur banale, ma vi è sempre qualcosa. Siamo soli punto e basta, sono duro ma realista. Io ho avuto tanti amici, l’amico della dscoteca, quello della pausa caffè, quello della passeggiata, ma alla fine di tutti questi amici non me n’è rimasto piu’ nenache uno. Anzi recentemente non mi sto più frequentando neanche con un amico che son 12 anni che condividiamo divertimenti tutti i weekend. Lui mi dice che è uno perfetto, ma alcuni suoi recenti comportamenti mi hanno fatto ricredere e nn l’ho piu’ cercato. Adesso son già passati 2 mesi dall’ultima volta che ci siamo sentiti.
    Preferisco uscirmene da solo. Son tutti uguali. Io troppo orgoglioso per cedere.
    Giungo alla conclusione che tutto prima o poi è destinato a finire, comprese le amicizie di vecchia data. O siamo noi che le facciamo finire o sono determinate circostanze che non dipendono da noi.
    Gli unici veri amici sono i genitori. Questa posso dire che sia vera amicizia.

    • Tolta la famiglia (mia sorella è la mia miglior amica) io ho pochi amici preziosi che conosco da quando ero adolescente o poco più e che mi stringono forte soprattutto se ho bisogno. Per il resto la penso esattamente come te … Dolce notte

  4. Mi piace il concetto finale di saper distinguere la vera amicizia tra un cumulo di patacche. Penso sia l’unico modo per poterla coltivare una volta trovata e riconosciuta come tale, in modo duraturo. Un abbraccio cara Carla. Isabella

  5. Io credo che le persone sono un impasto di bene e di male, per cui puo’ anche essere che un «presunto» amico in realtà fosse sincero in quel momento in cui era tale. L’egoismo è un’onda che va e viene, tutti ne siamo lambiti, solo che in taluni l’onda prevale, per una certa debolezza. Un vero amico è uno che è forte rispetto all’egoismo, che, però non è mai vinto per sempre.

      • Guarda, cara semprecarla, in realtà non la vedo proprio «nera», nel senso che accettare con saggezza il fatto che siamo imperfetti, non esclude affatto la possibilità di gesti buoni, generosi, anche nobili, che possono scaturire anche da chi perfetto non è, perchè perfetto non è praticamente nessuno

  6. Forse un’amicizia finisce perché in realtà non era mai cominciata! Mi spiego: si fanno tante conoscenze, belle, persone con idee simili alle tue con cui provi un bell’affiatamento….ma solo pochissime diventano “amicizia”….qui siamo ad un gradino superiore che va al di là del piacere della conoscenza….

  7. Oggi una mia amica che era come una sorella mi ha scritto che nn saremo più migliori amiche bn io mi sono messa a piangere e ho fatto un mare questo x dire che ci SN delle amicizie che all’inizio sembrano vere ma dp erano sl delle illusioni

  8. Credo sia una questione di energie…ciò che non serve più…l’Esistenza, saggiamente, ce lo toglie…solo che non siam pronti ad abbandonare un’amicizia, perché, per quanto sbilanciata, fa ormai parte di noi…rinunciare ad essa equivale a perdere un frammento di noi stessi che equivale poi a doversi ricostruire…per non rimanere spezzati!

  9. Bellissima analisi.
    La mia idea, circa l’amicizia, è la seguente: non bisogna MAI dare tutto sè stessi.
    Questo non significa che un rapporto d’amicizia debba essere contaminato da falsità e menzogne, assolutamente.
    Dico che bisogna essere ponderati nell’elargire, in tutta la sua purezza, il proprio spirito d’amicizia e d’affetto che ci lega con la persona amata: i problemi ed i crucci quotidiani vanno prima assimilati e metabolizzati a livello personale, senza la presenza di terzi.
    Questo impedisce a noi stessi di dipendere da una persona; in più, elemento da non sottovalutare, non avviene quello strazio che ci deturpa l’anima quando ci sentiamo abbandonati o traditi.
    Mi rendo conto che la mia visione possa apparire cinica e/o disfattista, ma in verità ho vissuto in maniera soddisfacente molte amicizie (alcune terminate per una serie di eventi o, semplicemente, per crescita) ed una piccola manciata le sto vivendo intensamente ancora adesso.
    Il segreto è non aspettarsi troppo e cercare di non dare mai troppo: c’è il rischio che l’amicizia consumi (spesso in maniera unilaterale), per poi condurre la medesima persona a sentirsi sfruttata.
    Un abbraccio 🙂

  10. Capisco benissimo cosa si prova.
    Il mio suggerimento – anche se mi rendo conto dei possibili fraintendimenti – è di non dare mai tutto in una relazione d’amicizia.
    Questo non significa essere falsi ed essere egoisti; il mio suggerimento è più volto a porre dei freni proprio a livello emotivo: l’amicizia è un sentimento forte e, spesso, consuma energie fisiche e mentali.
    I propri problemi, i propri crucci personali, vanno prima affrontati interiormente da soli: affidarsi a terzi significa dipendere da qualcuno e non hai la sicurezza, purtroppo, che quel qualcuno ci sia per sempre.
    Bisogna sempre mantenere basse le aspettative, cercando comunque di rispettare l’altro; se ci riesci,allora non potrai che avere soddisfazioni.
    L’amicizia non è un “do ut des”, ma risente dei momenti e del proprio stato d’animo: mai aspettarsi che l’amico pareggi i conti per i favori che te facesti in tempi non sospetti.
    Questo significa incasellare l’amicizia in una sorta di credito personale che potresti sentire solo te e non il tuo amico, fraintendendo il rapporto.
    Un abbraccio e cerca di vivere positivo, perchè il nostro passaggio sulla terra è rapido e non vale la pena stare male per sempre 🙂

  11. Confermo e approvo… da tutta una vita cerco nelle amicizie di aiutare quando hanno bisogno, invece ricevo sempre porte in faccia quando sono io nel bisogno… come dici bene la bilancia è più pesante da una parte. Bisogna rassegnarsi ed essere noi stessi amici
    Marina

    • Può sembrare strano ma qui, tra le parole di tante persone che scrivono con l’inchiostro del cuore, ho scoperto petali di amicizia vera, quella che regala un sorriso, una risata, una carezza o il calore di una lacrima. ❤️

  12. Bonjour ou bonsoir
    Par des mots simples

    Je viens déposer sur ton blog

    Quelques mots de bonheur et te donner de le joie en cette fin de semaine
    Vois-tu je t’ emmène sur des chemins

    Je les ai tracé pour toi principalement

    Sur ces chemins j’ai découvert
    Une pétale de rose pour effacer ta peine
    Un sourire d’enfant contre une larme
    Des mots que je dis à ceux que j’apprécie
    Dont tu fais réellement

    je te souhaite un bonne journée ou soirée

    gros bisous

    Bernard

    Je tire ma révérence LOL tu me troubles que j’en perds mon équilibre

  13. Bonjour ou Bonsoir

    Quand je suis de passage sur ton blog

    Je le regarde et j’aperçois une grande lumière

    Je me dis que sur celui-ci, j’ai une personne

    avec de la gentillesse dans le cœur

    Cette amitié est pour moi un paysage

    Où on y viens qui efface les moindres petits nuages

    L’amitié ce n’est pas un feu de bois, loin de là

    C’est de partager ensemble

    Des moments intenses de toute beauté

    Merci à toi, d’être là

    C’est un pur bonheur rempli de douceur

    Passe une belle journée ou une belle soirée

    Bisous , Bernard

  14. Un gioco di potere e di supremazia, è così quasi sempre. Ti ricordi La profezia di Celestino? Un continuo rubare l’energia dell’altro. Ma, attenzione! che quella che è la vittima del furto, molte volte si trasforma in carnefice! Una continua spirale di ruoli: si passa dal ruolo di vittima a quella di carnefice potenzialmente in eterno.Bisogna solo uscire dallo schema e abbandonare la velleità di essere carnefice e vittima.

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