L’ascella omicida

L’inverno è arrivato, che gioia! Non amo il freddo, non l’ho mai amato, m’infastidisce infagottarmi, assumendo le sembianze di un sexy cotechino, lottare furiosamente con un ombrello che il vento usa come un foglietto da origami, sfidare la sorte e strisciare come un bruco lungo i muri, distante dai bordi dei marciapiedi, sperando che nessun utente della strada prenda in pieno una delle tante pozzanghere, che celano manti sempre più di frequente gruvierizzati, regalandomi una doccia gratuita. La libertà e la leggerezza degli abitini estivi, i vivacissimi bikini, i pareo, dal loro asettico sottovuoto, sprigionano una malinconia che riesco quasi a tagliare a fette. Il calore del sole sulla pelle, il suo aspetto cioccolatoso, gli aromi dei solari, le essenze, che indossate come una seconda pelle, accarezzano i sensi, trasportate dalla brezza della sera, scolpiscono frasi poetiche nel mio animo. Di solito va così e chi non è idrofugo e non ha aperto le ostilità verso il sapone, profuma di pulito, per la pace dei nasini che incrocia. L’estate dovrebbe essere il periodo in cui lascia il semi-letargo l’ascella omicida, uno strano animale dotato di pelliccia o completamente glabro, che con il suo diverso olezzo è in grado di far impallidire una puzzola sul piede di guerra. Ehhhh no! Talune di queste simpatiche “bestiole” non conoscono cicli e non intimorite, neanche dal gelo più pungente, danno segni di vita anche al culmine dell’inverno. La doccia o un  bagno possono essere considerati un rito quotidiano o un appuntamento bimestrale, sono a favore della piena autogestione della propria igiene personale, ma un minimo di rispetto per i gusti di chi non ama il rancido e la cipolla stufata dove sta? Nei luoghi al chiuso ed affollati, mi capita d’inciampare sul quel genere di fetore, con una frequenza non proprio irrilevante. Passi il lavoratore che si è sbriciolato la schiena tutta una giornata, tirando su pesi, mettendo a dura prova la tenuta dei pori e che fa un acquisto al volo o paga una bolletta, prima di scappare a casa e ripristinare le condizioni originarie, ma la vampettona con il giacchetto di pelliccia, la minigonna inguinale e i trampoli ai piedi, lei proprio no!!! L’oggetto più pesante che ha sollevato nelle ultime otto ore, lo si intuisce, è lo spazzolino del mascara … che abbia sudato facendo le acrobazie sui tacchi? No, no, le piace poco lavarsi e, spesso, insabbia questa sua predilezione con delle abbondanti vaporizzate di profumo che, ahimé non coprono l’inizio della decomposizione ma la amplificano. Mi verrebbe da domandarle se è  in regolare possesso di porto d’armi! Il top, io, ho avuto la sfiga cosmica ti toccarlo con “mano”, è proprio il caso di dirlo, quando mi è stato presentato un  tizio che, oltre a diffondere zaffate di cane bagnato, aveva il palmo della mano freddino e viscoso come la pelle dell’anguilla. Possibile che i familiari, un marito, una moglie, reggano simili assalti? Avrei qualche problemino a star vicino ad un uomo che sa di andato a male e con una sola carezza mi unge i capelli … “L’omo p’esse omo addà puzzà!”  … chi lo ha detto aveva l’olfatto fuori uso o era autolesionista!

Carla

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