Il Messaggero del Signore

Era un pomeriggio pallido,

la primavera, fuori dalla porta,

la vedevi come un dipinto distante e sfuocato.

L’ammiravi,

sentendola, forse, lo scenario

che per ultimo avresti riposto in valigia,

prima di affrontare il viaggio.

Il freddo e il peso di quanto lasciavi,

un blocco di roccia sul cuore,

enorme, come il desiderio di sentire

l’odore dei tuoi campi in fiore.

Adesso,

 vedevi ciò che agli altri non era concesso vedere!

Accomodato sul bordo del letto,

rassicurandoti,

un ragazzo giovane e bello,

t’accarezzava i capelli,

asciugava le tue lacrime e mostrandoti le ali

che Dio ha forgiato per ogni uomo,

diceva :

 “Non devi avere paura,

chiudi gli occhi e un dolce dormire,

ti spalancherà la casa di nostro Signore”.

Mano nella mano,

sfiorando le nubi d’argento,

ti ha insegnato a volteggiare,

a non temere,

a gioire per una nuova dimora

dove non esiste dolore.

Seduta sul ciglio di una nuvola,

lasci che il tuo sguardo scivoli là in basso,

sorridi e ti domandi perché chi ami tanto piange per te.

Chiami a gran voce,

vorresti fornire quella spiegazione

che per loro non c’è,

gridare che il tuo non è un abbandono,

che sei ancora in grado di vigilare

e guidare i loro passi.

Strappi una piuma dalle tue ali,

la lasci cadere,

affidandole un messaggio d’amore:

– “Ogni volta che mi ospiterete tra i vostri pensieri,

udirò “Ti Voglio Bene”.

Carla

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