Personalità contraffatte

Mi capita, di sovente, di pensare a quanto può essere distorto e ingannevole ciò che vediamo e come modello di paragone mi è venuto in mente un palazzo dalle facciate curate nei più piccoli dettagli, un edificio che fa sfoggio di un fascino evidente, che i passanti ammirano estasiati, non sapendo che al suo interno è tutt’altro che rifinito ma, al contrario, allo stato grezzo, con ancora i calcinacci dei lavori in corso sparsi per tutti gli ambienti. Prestando la minima attenzione, a ciò che viene detto o soltanto scritto, mi è capitato di verificare che, pur d’assicurarsi una posizione in vetrina, ci s’improvvisa grandi oratori e che il succo del discorso, stringi stringi, si riduce ad un concetto sconnesso e striminzito, ornato di troppi paroloni dei quali, forse, s’ignora anche l’effettivo significato. È più facile far presa con una personalità non comune, sfoderando una cultura enciclopedica, convivere con un “io” che per quanto posticcio ci presenta eccellenti, ma se essenzialmente non esiste la  genuinità del “prodotto” il rischio è di risultare tediosi e paranoici con effetto “lassativo” garantito! La fluida esposizione dei pensieri o lo sviluppo delle più impensate argomentazioni è un gesto genuino per quella fascia di persone alle quali riesce con disinvoltura, che non hanno bisogno di dover ritoccare o guarnire la sostanza che non c’è! Non ci s’improvvisa poeti o pittori, lo si è per natura. La genialità non è sinonimo di eccelse produzioni letterarie, di prestazioni mentali da applauso, al contrario, è figlia di una narrazione, probabilmente, un po’ sempliciotta ma lineare, di una grammatica un po’ lacunosa, di una conoscenza più quotidiana e manuale che non è andata oltre all’istruzione scolastica. La figura dell’intellettuale è sorprendente e accattivante solo se non artefatta, diversamente è sgradevole come l’imitazione mal riuscita di un capo d’alta moda, la copia ridicola di un pregiato quadro d’autore. Ho avuto modo di apprezzare, in prima persona, il divario tra semplice realtà, vero talento e brutta imitazione, assodando come l’elegante mediocrità sia una via di mezzo degna di tutto rispetto. Lo scarto dell’animo umano, il castello di cartapesta, non reggono nemmeno davanti al più fievole vento, crollando come una fragile torretta di carte da gioco. L’inclinazione a comunicare con maestria è una facilitazione offerta dalla vita, un vantaggio per rapportarsi, senza fatica, con il mondo esterno, per farsi comprendere sinteticamente e senza cadere nella banalità, non rischiando di confondere chi ascolta. Il proporsi senza trucchi è l’altro volto del vivere, una  fontana edificata senza badare a stili architettonici o suggerimenti artistici, costruita a mani nude, con un secchiello rustico che consente di pescare acqua pura, lo specchio d’acqua cristallina nel quale osservare riflessa la propria immagine.  Ho udito il suono di diverse campane e come sono stata capace di amare la frase d’incantevole poesia, sono stata in grado di adorare quella cruda che profuma di autenticità.

Carla

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