Rewind

I sentimenti, quelli autentici, quelli che affondano le radici in un animo capace di amare, non sono comuni a tutti! All’uomo (inteso come essere umano) che porta con sé, nello “zainetto” che raccoglie la vita, tra i tanti valori, anche il dono della sensibilità e la capacità di riconoscere un errore, probabilmente, è capitato di desiderare di riavvolgere il nastro, per riscrivere attimi trascorsi non come avrebbe desiderato. L’importanza di una giornata si realizza quando, ormai, sono calate le ombre della sera, è una grande verità! L’oscurità, nella maggioranza dei casi, è lacerata dalla luce artificiale, quella che consente di attraversare un sentiero che brucia d’orgoglio, al termine del quale esiste una chance per rimediare, l’opportunità di dire “Perdonami!”, “ Ti voglio un mondo di bene …” e di ammirare, insieme, una nuova alba. Se il sole cala gettando, definitivamente, sul giorno tenebre? Se per il torto arrecato o il bene non manifestato non esiste un “ Rewind” e non si conosce un mezzo che consente di comunicare con chi ha abbandonato questa vita? Il pensiero assapora la stretta dei sensi di colpa, l’angoscia lo assale e il cuore si riveste della patina del più profondo dolore. Si rivolge lo sguardo al cielo, tenendo tra le mani una foto, sopportando con rassegnazione il graffiare dei ricordi sull’anima, affidando al vento quei discorsi che, certamente, giungeranno a destinazione ma che non restituiranno risposta. Per quanto complicato, temendo di cadere, ancora, in quest’errore, mi sforzo di non rimandare mai nulla a domani e di esternare quanto mi attraversa, utilizzando, in mancanza d’altro mezzo, un banalissimo pezzetto di carta, capace di bloccare le emozioni, di non pesare o trattenere una carezza, anche se nell’immediatezza può sembrare immeritata, di non considerare mai scontato un ti voglio bene! Da ragazzina ho lasciato che la paura di vedere in volto la dipartita m’immobilizzasse, impedendomi di portare a termine una passeggiata, iniziata da bambina ed interrotta, non in modo brusco, con un lunghissimo preavviso che poteva permettermi una infinità di volte di chiudere il cerchio. Il sipario è calato ed io? Sono rimasta col mio bel fagottino pieno di parole, senza più il destinatario al quale recapitarlo! Il tempo, la maturità che con esso si dovrebbe acquisire, mi ha consegnato la forza di scartarlo e liberarne al vento il contenuto. Frasi leggere come palloncini sono arrivate al di sopra delle nuvole, la fede in Dio mi fa crede che non siano andate perse, eppure, non trovo conforto! Perché quando si cresce gomito a gomito le “conferme” sembrano ridicole? Sono convinta sapesse, sempre, esattamente cosa pensavo, ciononostante, non perdonerò mai a me stessa di non avergli detto: “Sei il mio più grande amico, il fratello maggiore che non ho, ti voglio un universo di bene”. Il domani, forse, si può accarezzare solo oggi ….

Carla

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